Oh mia bela Madunina.

E’ un periodo in cui non riesco a stare ferma, per cui gironzolo. Nessun viaggio oltreoceano o in altri posti lontani, ma nel mio piccolo, gironzolo. Venerdì sera dopo il lavoro sono andata a Milano. Appena scesa in stazione centrale (sia lodato sempre il FrecciaRossa) mi si è subito palesata davanti quella fauna portante pantalone con risvoltino. No, non è un luogo comune (milanesi fighetti etc), ma è proprio una tendenza comune del luogo (e anche di altri luoghi, per essere sinceri).

P.s. Il pantalone con il risvoltino è il male assoluto. No, non è sexy. Quando vedo un uomo con il pantalone con il risvoltino, mi viene  voglia di mettermi delle mutande di cemento armato.

merda 1

“Tesoro, arrivo! Dammi solo il tempo di cementarmi le pudenda!”

Pantaloni con il risvoltino a parte, la serata prosegue molto bene con cena a casa di un’amica che non vedevo da parecchio tempo: grandi chiacchierate sui massimi sistemi accompagnate da qualche gin tonic.

La mattina, sveglia presto per andare ad un corso. Salgo su un taxi e dico al Signor Guidatore  la destinazione. Il SG sgrana gli occhi e mi chiede: “ma a Milano?!?!?!”.

Inizio a preoccuparmi.

cane preocc

 

Il SG rovista sotto il suo sedile e tira fuori una cartina di Milano tutta stropicciata e inizia a cercare questa benedetta via. Il SG si ferma più volte durante il percorso per controllare la cartina e dice di essersi perso. Dopo venti minuti arrivo a destinazione e il SG mi fa sconto perché dice di essere un rincoglionito. Ma non porta il pantalone con il risvoltino, quindi mi sta simpatico comunque.

P.s. (2): tutte le volte che vado in taxi rido da sola pensando alla scena di Sordi ne “Il tassinaro”

“Dallas”? You don’t like “Dallas”? Non piacere?
No, non è che I don’t like, è che me rompe”

 

Il corso di Nefrologia è stato supermegafighissimo, ho imparato tanto e ho conosciuto una collega toscana simpaticissima che spero di incontrare di nuovo.

La sera è andata ancora meglio, con cena a sorpresa con Lui e poi ritorno a casa felici e contenti.

Il fine settimana lombardo è andato, il prossimo sarà un fine settimana emiliano e poi……… e poi 😉

 

io walk

“Buon viaggio

Che sia un’andata o un ritorno

Che sia una vita o solo un giorno

Che sia per sempre o un secondo

…..

L’incanto sarà godersi un po’ la strada”

 

Beata tra le “bestie”

C’è la stanchezza. Le tante ore passate in piedi. Le festività mai passate a casa. I fine settimana passati quasi sempre in clinica. La gente che ti chiede se per fare il veterinario serve un diploma. Chi non ti considera un medico perché sei donna. Chi ti considera un medico di serie B perché sei “solo” un veterinario. Chi si lamenta di 30 euro di una visita, ma ne spende 700 in un telefono. C’è un po’ di carogna nei confronti di chi lavora sempre cinque giorni a settimana, si fa almeno 20 giorni di ferie l’anno e ha il coraggio di lamentarsi che lavora troppo. Ci sono le ore libere passate sui libri nel tentativo di capirci qualcosa del caso che hai visto la mattina. C’è uno stipendio che, nonostante le circa 60 ore di lavoro settimanali (a volte di più), non ti permette di pagare l’affitto di due metri quadrati sotto un ponte.

Ci sono i pomeriggi come quello di oggi, in cui ti trovi a dover fare l’eutanasia ad un cane che hai avuto in cura per mesi ma nonostante tutti gli sforzi, la malattia ha vinto. Ci sono dei momenti in cui il massimo che puoi fare è alzare le spalle e guardare il tuo paziente negli occhi e sperare di aver almeno alleviato un po’ la sua sofferenza. Ci si sente sopraffatti da un senso di impotenza che lascia senza fiato e senza forze, anche se ciò che si sta facendo in quel momento è giusto . A volte riesco ad esser forte e a trattenere le lacrime, ma oggi no. Oggi è stata più dura del previsto. Oggi le lacrime sono scese e l’abbraccio del proprietario che mi ringrazia per tutto ciò che ho fatto per il suo cane non lo dimenticherò mai.

Ma ci sono anche le giornate in cui visiti una gatta anziana gravemente denutrita, ipotermica, priva di coscienza e pensi che non potrà farcela. Invece, dopo qualche ora dalle prime terapie, alza la testa e quando apri la sua gabbietta, si alza, fa le fusa e struscia la testa contro la tua. E allora passa la stanchezza. Ti dimentichi delle tante ore passate a lavoro e ti interessa anche meno se vieni considerato un medico di serie B, perché sentire quelle fusa è tutto quello che ti serve per risvegliarti il giorno dopo e tornare in mezzo a quelle “bestie” che ti rendono tanto felice.

io cagnino

N.b. No, la Frontline non è il mio sponsor e non mi paga per questa foto.