“Sono saccente eh? E la donna saccente rompe i colions!”

 

La legge? Lo so signora che c’è la legge. La famosa 194 che ci protegge. E’ dalla legge che sto arrivando, non le dico la trafila per trovare un medico che mi facesse il certificato d’aborto. La trafila per trovare l’ospedale che mi mettesse in lista. Finalmente mi mandano a chiamare, vado dentro, obiettavano tutti, signora. Obiettavano le infermiere, obiettavano quelli che scopano per terra, quelli dell’analisi. Come obiettava il cuoco??! Che se non ci fossero state quelle ragazze che occupavano il repartino saremmo crepate di fame. Poi è arrivata la polizia, sbatte fuori le ragazze. Io mi sono spaventata, mi sono detta ” con questa legge va a finire che mio figlio mi nasce di 24 anni. Con già il militare fatto, disoccupato, pronto per emigrare in Germania”. Franca Rame.

No ma stiamo tutti tranquilli e sereni. Sono passati tanti anni. Oggi certe cose non succedono più. Oggi è impossibile che una donna venga lasciata sola in un momento così terribile.

Poi ti svegli. Era un sogno.

E la realtà è ben diversa. Anzi, purtroppo,  è sempre la stessa.

Qui nel girone invisibili.

Questa non è una delle canzoni più “famose” di Fabrizio De André. E’ stata composta con la collaborazione del figlio Cristiano e di Carlo Facchini.

Tratta il delicato tema della sieropositività nei confronti del virus dell’HIV. E’ stata scartata al Festival di Sanremo, probabilmente perché non trattava temi importanti come sole, cuore, amore. Perché a Sanremo, con rare eccezioni, se non son banali cazzate, non le vogliono.

In questa canzone si parla delle conseguenze, non solo fisiche, della sieropositività: si parla dell’isolamento, della solitudine, del menefreghismo, dell’ignoranza, della difficoltà (e a volte dell’impossibilità) a costruirsi un futuro affettivo. Si parla di quel girone degli invisibili da cui la “gente per bene” sta alla larga, perché tanto non è affar loro. Perché tanto a loro non capiterà mai. Perché se la sono cercata. Perché,ancora oggi, è questo il vergognoso pensiero della finta gente per bene.
Perché voltarsi dall’altra parte è la soluzione più semplice.

C’è un amore nella sabbia
un amore che vorrei
un amore che non cerco
perché poi lo perderei “