Cantare il Faber (2)

Nel post di qualche giorno fa avevo dimenticato parecchie cover di canzoni di Fabrizio De André, quindi ecco qui la seconda parte.

Non si può non citare la Pfm, che con De André ha collaborato e ha reinterpretato moltissime sue canzoni. Ho scelto Zirichiltaggia perché è una bella testimonianza dell’amore del Faber per la cultura sarda.

 

Ottima l’interpretazione di Khorakhané della Mannoia, la sua voce elegante e mai esagerata si sposa perfettamente con il tema (non semplice) della canzone.

 

Hotel Supramonte è una canzone che amo e in cui De André racconta del suo sequestro, quindi è un brano molto personale, intimo e per questo ho molta difficoltà ad ascoltarlo cantato da una voce diversa da quella del Faber. Nonostante ciò, è apprezzabile la versione di Roberto Vecchioni.

 

Io ho sempre avuto un debole per Jannacci, era un uomo di grande cultura e sensibilità e la sua delicata versione di Via del campo (seppur molto diversa da quella di Fabrizio) mi ha sempre emozionato e vi consiglio di ascoltarla [sì, ci sarebbe la storia del plagio, ma poi De André e Jannacci si sono chiariti, quindi parole di De André e musica di Jannacci].

 

Nel reparto “schifezza” c’è Amico fragile cantata da Vasco Rossi. Il Faber l’ha descritta come la sua canzone più rappresentativa, qui si espone, si descrive e critica se stesso e la società in cui vive (o sopravvive). L’interpretazione di Vasco è penosa, quindi caro Vasco prendi per mano il Liga e insieme meditate sui vostri errori.

 

E qui si chiude la seconda puntata. Forse, alla prossima 🙂

 

Cantare il Faber.

Fare cover è sempre difficile e fare una cover di una canzone di Fabrizio De André lo è particolarmente perché le sue non solo semplicemente canzoni e molto spesso chi le ripropone si preoccupa più dell’estetica della canzone e molto meno del suo significato. Io, in generale, non amo molto le cover e amo ancora meno quelle delle canzoni/poesie del Faber (per i motivi che ho detto prima), a parte qualche rara eccezione

Ecco, secondo me, un tipico esempio di stravolgimento catastrofico/orribile di una canzone di De André è La canzone dell’amore perduto urlata da Dolcenera. Questa donna non ha capito una mazza di questa canzone, in certi momenti sembra avere un nocciolo di ciliegia in gola, in altri sembra sbraitare dal dolore per aver sbattuto ripetutamente il mignolo del piede contro uno spigolo. Faber perdonala perché non sa quel che fa e quel che fa lo fa male.

 

Nel tripudio delle schifezze, insieme a Dolcenera, c’è Ligabue e il suo farlocco tentativo di riproporre Creuza de ma. Caro Liga, ti era già andata male con Fiume Sand Creek che era in italiano, perché darsi (e darci) una mazzata sugli zebedei con il genovese? (e soprattutto…Mauro Pagani…perché hai partecipato? Resta un mistero).

 

 

Un’altra schifezza enorme è La guerra di Piero riproposta da Neffa. Fa ribrezzo lui (è più espressivo il campanaccio di una mucca valdostana) e l’arrangiamento. [Non mi esprimerò su La guerra di Piero cantata da Celentano, perché mi viene male al cuore].

 

La cattiva strada. Jovanotti. Mi viene da piangere. Non metto il link perché non ce la faccio.

 

Zucchero ha riproposto Ho visto Nina volare. Pur non amando particolarmente Zucchero, la sua interpretazione non mi dispiace, urletti finali a parte.

 

Canzone per l’estate è una delle canzoni che amo di più del Faber, perché la  sento particolarmente mia. E’ stata riproposta da Bennato, De Gregori…ma la versione che mi piace di più è quella dei Mercanti di liquore.

 

Qui ci sarà da discutere, me lo sento. Io ho un debole per Morgan. Eh, lo so..ma è così. La sua interpretazione de Un malato di cuore mi piace tantissimo e, in generale, mi piace tutto il suo Non al denaro, non all’amore né al cielo. Lui tende spesso a strafare (nel canto e nella sua vita privata), ma qui non lo fa e, secondo il modestissimo parere, è quasi perfetto.

 

Per quanto riguarda La canzone di Marinella interpretata da Mina c’è poco da dire. La sua versione è stata elogiata dallo stesso De André.

 

Verranno a chiederti del nostro amore cantata da Cristiano De André. Lui può. Lui l’ha vista nascere questa canzone: Fabrizio la cantò per la prima volta a sua moglie Enrica Rignon alle cinque del mattino e Cristiano li spiava dalla porta.

 

 

Ne mancano moltissime, me ne rendo conto, ma ho scelto le cover che nel bene o nel male mi avevano colpito di più.

Buona domenica!