Io rivoglio le Zigulì.

Non so se dalle vostre parti è lo stesso, ma qui spuntano come funghi farmacie grandi quanto un centro commerciale. E io le odio. Hanno una media di cinque entrate, ma una sola uscita ed è grande il rischio di perdersi e di rivedere la luce del sole la primavera successiva. E se per sbaglio tenti di uscire dalla porta di entrata, iniziano a suonare allarmi e sirene, stile furto al casinò di Las Vegas. Ma tranquilli, c’è la mappa all’ingresso, come a Gardaland.

Queste mega-farmacie sono dotate di reparti super specifici, c’è il reparto “creme viso per donne tra i 20 e 22 anni con pelli normali/tendenti al secco/ma a volte spunta qualche brufolo”, il reparto “creme viso per donne tra i 22 anni e mezzo e i 25 e 4 mesi con più brufoli di Cassano”. Poi, il reparto “creme rassodanti per il corpo destinate a donne già fighe” e il reparto “creme rassodanti ma è meglio un passaggio a Lourdes”.

Poi c’è il bancone di design, praticamente tre pezzi di plastica bianca lucida incollata col patafix, ma disegnato dall’architetto in mocassini e pantaloni sopra le caviglie, quindi deve essere un bancone raffinato. E caro (non vi offendete architetti, si fa per scherzare).

Poi ci sono i farmacisti, tutti giovanissimi,  vestiti a puntino e col capello sistemato alla perfezione.

Poi ci sei tu, povero cliente che arrivi in farmacia per comprare una scatola di tachipirina  e devi prima consultare la mappa per individuare il reparto giusto, poi aspettare la corriera perché dall’entrata saranno 10 km. Finalmente arrivi, scatta il tuo numero. Ti avvicini al balcone e il farmacista/modello ti chiede cosa desideri. Tu: “la tachipirina in compresse”. E li’ inizia la tragedia: “ma vuole le compresse rivestite in cera delle api di Pdor figlie di Kmer della tribù di Cfinir oppure quelle in vetro di Murano? Ah, ma lo sa che ci sono anche le supposte che sono molto comode?”

“Ma davvero?”

“Si ci sono quelle colorate, sono molto divertenti. Sono decorate con gli occhietti, il naso e il cappello con la visiera!”

“Ma disegnate in rilievo?”

“Ma scherza? Liiiiisce!”

“Ammazza. E quanto costano?”

“55 euro”

“Ah beh, le prendo di sicuro. Ma quelle senza il cappello con visiera, che son troppo tamarre”

“Benissimo. Guardi, la informo che c’è anche lo sconto sui preservativi in velluto disegnati da Fiorucci”

“No, bastano le supposte allegre”

“No ma li prenda, sono in edizione limitata”

“Ah beh, allora”

Dopo gli inquietanti acquisti, riprendi la corriera ed esci dal farmacione.  E tu che volevi solo delle pastiglie per la febbre, ti ritrovi con delle supposte che puoi esporre al MoMA di New York e dei preservativi da usare come cappello per le Barbie.

Io rivoglio le vecchie farmacie, piccole, senza il reparto profumeria, con l’arredamento in legno e il farmacista con gli occhiali spessi cinque cm. E soprattutto io rivoglio le ZIGULI’.

 

zigulì