Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati

Questa è la piccola storia di un grande amore, un amore felicissimo e che fin che è durato è stato meraviglioso. Quando poi si è incrinato ed è diventato, come diceva Flaubert “soprattutto una comunione di cattivi umori di giorno e di cattivi odori la notte”, si è altrettanto felicemente concluso. Quindi un amore felice in tutti i sensi.

Faber

 

E tu aspetta un amore più fidato
il tuo accendino sai io l’ho già regalato
e lo stesso quei due peli d’elefante
mi fermavano il sangue
li ho dati a un passante.
Io mi dico è stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati.

L’amore non è sempre più forte delle difficoltà, del dolore, delle diversità. Ci sono situazioni in cui l’amore non basta e bisogna rendersene conto. In questa canzone la relazione finisce perché tra i due innamorati ci sono troppe differenze, soprattutto di estrazione sociale. Ma ci sono mille motivi che possono mettere in crisi un amore, anche se ritenuto forte, anche se duraturo, anche se hai sempre pensato il contrario. Bisogna sbatterci contro ben forte per capirlo.

Poi magari la ferita si rimargina, passa il tempo, ci si rincontra e ci si riscopre felici, insieme. Magari no e allora prima, apparentemente (e anche un po’ fisicamente), si “muore” soffocati dai ricordi, poi si tenta una civile convivenza (sempre con i ricordi). Infine, quando la rabbia è svanita e l’amarezza pure, si raggiunge la consapevolezza che “è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”.

Il mio è un po’ di tempo che si chiama Libero.

Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati. Un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire…straordinario?

(Io & Marley)

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In questo periodo un po’ particolare per me, un grande e fondamentale punto fermo è il mio cane Oscar. Può sembrare infantile, me ne rendo conto. Ma è davvero importante la sua presenza.

Questo è il mese del tuo compleanno, quindi auguri Peloso 🙂

 

 

 

 

Les passantes

 

Je veux dédier ce poème
A toutes les femmes qu’on aime
Pendant quelques instants secrets
A celles qu’on connaît à peine
Qu’un destin différent entraîne
Et qu’on ne retrouve jamais

 

A celle qu’on voit apparaître
Une seconde à sa fenêtre
Et qui, preste, s’évanouit
Mais dont la svelte silhouette
Est si gracieuse et fluette
Qu’on en demeure épanoui

A la compagne de voyage
Dont les yeux, charmant paysage
Font paraître court le chemin
Qu’on est seul, peut-être, à comprendre
Et qu’on laisse pourtant descendre
Sans avoir effleuré sa main

A la fine et souple valseuse
Qui vous sembla triste et nerveuse
Par une nuit de carnaval
Qui voulut rester inconnue
Et qui n’est jamais revenue
Tournoyer dans un autre bal

A celles qui sont déjà prises
Et qui, vivant des heures grises
Près d’un être trop différent
Vous ont, inutile folie,
Laissé voir la mélancolie
D’un avenir désespérant

A ces timides amoureuses
Qui restèrent silencieuses
Et portent encor votre deuil
A celles qui s’en sont allées
Loin de vous, tristes esseulées
Victimes d’un stupide orgueil.

Chères images aperçues
Espérances d’un jour déçues
Vous serez dans l’oubli demain
Pour peu que le bonheur survienne
Il est rare qu’on se souvienne
Des épisodes du chemin

Mais si l’on a manqué sa vie
On songe avec un peu d’envie
A tous ces bonheurs entrevus
Aux baisers qu’on n’osa pas prendre
Aux coeurs qui doivent vous attendre
Aux yeux qu’on n’a jamais revus

Alors, aux soirs de lassitude
Tout en peuplant sa solitude
Des fantômes du souvenir
On pleure les lèvres absentes
De toutes ces belles passantes
Que l’on n’a pas su retenir

Poesia di Antoine Pol, musicata da Georges Brassens. Tradotta da Fabrizio De André e inserita nell’album Canzoni (1974).

 

Amo in te

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Amo in te
l’avventura della nave che va verso il polo
amo in te
l’audacia dei giocatori delle grandi scoperte
amo in te le cose lontane
amo in te l’impossibile
entro nei tuoi occhi come in un bosco
pieno di sole
e sudato affamato infuriato
ho la passione del cacciatore
per mordere nella tua carne.

amo in te l’impossibile
ma non la disperazione.

Hikmet

Gli disse “amor se mi vuoi bene, tagliati dei polsi le quattro vene”.

de andrè2

“Io credo che l’amore platonico possa esistere soltanto se  l’oggetto dell’amore, l’oggetto del desiderio sia una donna spaventosamente brutta. D’altra parte come ricordavano anche alcuni generali di Caporetto, in amore come in guerra pare che i migliori risultati vengano raggiunti dal corpo a corpo. Il problema fondamentale è quando in questo amore si insinuano delle remore che ci hanno insegnato fin dall’adolescenza, quei tabù insuperabili e quindi per esempio il problema della fedeltà. Ecco, alla parola fedeltà pare che la maggioranza degli amori spariscano come per incanto. La fedeltà in fondo che cos’è? Non è altro che un grosso prurito con il divieto assoluto di grattarsi”. 

F. De André.