Futuri viaggi e altre cose belle.

Questa fine settimana sono andata con Lui in un posto stupendo, il Lago d’Orta (vi pubblico qualche foto, per la vostra gioia). Abbiamo fatto aperitivo e cena sul lungo lago, in un ristorante molto carino. Abbiamo parlato dei nostri prossimi viaggi insieme (abbiamo in progetto Scozia, Marocco e San Pietroburgo….vedremo cosa riusciremo a fare). Abbiamo ribadito che una casa senza camino non potrà mai essere casa nostra e abbiamo deciso che si deve risparmiare per andare a cenare nel ristorante di Cannavacciuolo.

Ci siamo seduti su un ponte di legno, siamo rimasti lì in silenzio con le gambe a penzoloni a guardare le anatre e ci siamo goduti la tranquillità di quel posto stupendo. Mi sono resa conto che sì, conta la quantità di tempo che si passa con la persona che si ama, ma conta molto di più la qualità. Io e Lui, per ragioni geografiche, ci vediamo poco (molto poco), ma quando ci vediamo sfruttiamo al massimo quel tempo, quindi questa lontananza mi pesa un po’ meno.

Comunque cantare/urlare i Pooh in macchina è una figata.

 

Comunque sono felice.

Comunque mi frega anche meno del giramento di palle di oggi, perché i giorni scorsi sono stati talmente belli che… chissenefregadelresto.

 

lago 1

 

lago 5

 

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Ilaria’s creek.

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Verona&BellaNapoli.

  • Questo fine settimana sono stata a Verona al Congresso Internazionale di Oncologia Veterinaria, sono stanca morta ma forse un po’ più saggia.

cancer

  • Ho comprato due scrubs fighissimi: uno color ottanio e uno con la casacca con dei gatti disegnati, molto serio sì.
  • Ho incontrato colleghi che non vedevo da tempo e la cosa mi ha fatto molto molto piacere.
  • Sono tornata a casa con la valigia piena di crocchette e biscotti per cani e gatti. I miei animali ringraziano e consigliano la partecipazione ad altri congressi.
  • Quando viaggio mi piace mangiare piatti tipici del posto. Infatti a Verona sono andata alla pizzeria Bella Napoli e ho mangiato la pizza con la mozzarella di bufala. Ottima.
  • Stare dieci ore seduta su una poltroncina ad ascoltare relazioni di oncologia, patologia clinica e diagnostica per immagini permette di avanzare di livello a Candy crush.
  • I panini che vendono in sede congressuale fanno schifo e costano un patrimonio e il caffè nel bicchierino di cartone è inclassificabile.
  • Il B&b era molto carino, ma vivevo serenamente anche senza conoscere i dettagli del rapporto tra la proprietaria (una signora cinquantenne) e il suo fidanzato ragazzino.
  • Ho comprato un libro di patologia clinica che volevo da tempo ma costava troppo, al congresso era scontato e adesso è mio.
  • Ho stretto la mano ad un diplomato europeo al college di oncologia. Non mi laverò mai più la mano.

verona

Foto scattata dalla sottoscritta dopo due birre e altrettanti gin tonic

Ci sembrava di avere trovato la chiave segreta del mondo

C’era la neve con il suo silenzio rassicurante e c’eravamo noi a guardarla scendere da sotto il piumone. C’eri tu che ti preoccupavi che io fossi ben coperta e che non prendessi freddo. C’eri tu che riesci a farmi ridere fino alle lacrime. C’eri tu che dovevi mettere una cosa sola nello zaino e sei riuscito a dimenticartela e c’erano le nostre risate quando hai aperto lo zaino ed era vuoto.

C’eri tu che riesci a farmi emozionare con un frase sul nostro futuro e io vorrei che tutto ciò che stiamo progettando per il nostro domani, fosse realtà già oggi.

C’eri tu che riesci a sussurrarmi che sono bella anche se avevo addosso quel pigiama discutibile.

C’eri tu e ovunque io sia, se sono con te mi sento a casa.

 

 

 

 

 

 

TAG GAME: 25 Bookish Things

Quel gran Dio metallaro di Zeus ha pensato bene di taggarmi per questo “25 Bookish Things” e come si fa a dire di no a Zeus?! Non si può, non si può. Quindi eccomi con i miei 25 aneddoti legati ai libri! Non taggerò nessuno, ma sentiti liberi di farlo anche voi se vi fa piacere.

 

  1. Per me la libreria è un luogo molto rilassante. Ci vado spessissimo e ci passo delle ore, non sempre faccio  acquisti, ma mi piace curiosare, sfogliare, annusare.
  2. Appunto, annusare. Io annuso i libri, sempre e da sempre.
  3. Per le ragioni espresse ai punti 1 e 2, non compro assolutamente libri online e  Kindle non fa per me.
  4. Fanno eccezione al punto 3 i libri scientifici, quelli li compro online perché non si trovano nelle librerie.
  5. Preferisco le librerie piccole e prive di “marchio” rispetto alle grandi catene.
  6. Passo tantissimo tempo nel settore dedicato ai libri per bambini perché ne sono affascinata. Ci sono libri con storie geniali e mi annoto ogni volta i titoli dei libri che vorrei un giorno prendere per i miei figli (alcuni li acquisto, lo ammetto).
  7. Non mi piace ricevere libri in regalo perché, come dicevo, mi piace passare tempo in libreria e preferisco acquistarli da sola.
  8. Non faccio mai le orecchie alle pagine, sono un brava personcina.
  9. Io colleziono segnalibri, ne ho un centinaio…ma…
  10. …ma spesso mi spiace usarli perché sono disordinata e ho paura di perderli, quindi li compro, li ordino per bene nel loro cassetto e utilizzo come segnalibro delle cartoline comprate durante i miei viaggi . Le cartoline comprate in Irlanda sono le più gettonate.
  11. Sottolineo a matita le frasi che più mi hanno colpito e spesso le ricopio sulla mia moleskine. Per me i libri vanno sì tenuti molto bene, ma devono essere vissuti e quindi ben vengano le sottolineature.
  12. Ovviamente le sottolineature sono a matita e ovviamente posso farle io sui miei libri. Se presto un libro e torna sottolineato, scatta la violenza fisica.
  13. Ho una sezione della libreria dedicata ai libri in lingua francese.
  14. Ho acquistato molti dei miei libri ai mercatini dell’usato e, se leggendo, scopro qualche sottolineatura o qualche appunto a margine, la cosa mi piace ancora di più.
  15. I luoghi dove leggo di più sono il letto e il treno, forse più il treno.
  16. Odio i libri con le copertine rigide.
  17. Ci sono libri che ho riletto tantissime volte, per esempio Il maestro e Margherita (di cui ho tre edizioni), Cent’anni di solitudine, Il piccolo principe e Il vecchio e il mare (il libro che ho letto più volte in assoluto).
  18. Ci sono libri che ho lasciato a metà, mea culpa.
  19. Mi piace tantissimo leggere ad alta voce.
  20. Adoro i libri di fotografia naturalistica, ma ne ho pochi perché costano un patrimonio.
  21. Nella mia libreria, i libri sono ordinati rigorosamente per autore.
  22. Ho una sezione della libreria dedicata a Fabrizio De André e in questo angolo non ho solo libri dedicati al Faber, ma anche i suoi cd, un quaderno con articoli di giornale che lo riguardano e i vinili.
  23. Ho comprato libri non conoscendo l’autore, la storia etc ma solo in base alla copertina. Non sono mai stati grandi acquisti.
  24. Non ho un genere preferito, ma ho un genere che non sopporto: fantasy.
  25. Una delle prime cose che faccio quando entro in libreria è andare a vedere la classifica dei libri più venduti e molto spesso ciò è seguito da una incazzatura.

E’ meglio farsi i cazzi propri.

Io ho tanti difetti, ma uno mi fa soffrire particolarmente: la troppa gentilezza.

Lo considero davvero un grande difetto perché faccio le cose a fin di bene e non vengo capita o la gente è stronza e se ne approfitta o la gente è stronza e io non lo capisco. Perché se io dico le cose con gentilezza e garbo e mi si risponde in modo acido, allora vaffanculo.

Comunque, dato che mi sono un po’ rotta il cazzo: arrangiatevi. Risolvetevi i vostri problemi da soli, perché io ne ho abbastanza dei miei.

Amen.

 

 

Comunque questo post lo avevo scritto ieri e ho provato a programmarlo in modo che venisse pubblicato ora, dato che ora sono a lavoro e mi veniva difficile. Se lo state leggendo ora (cioè il 20 febbraio), ci sono riuscita e quindi applausi per me, che generalmente sono tecnologica come una suola.

 

 

Beata tra le “bestie”

C’è la stanchezza. Le tante ore passate in piedi. Le festività mai passate a casa. I fine settimana passati quasi sempre in clinica. La gente che ti chiede se per fare il veterinario serve un diploma. Chi non ti considera un medico perché sei donna. Chi ti considera un medico di serie B perché sei “solo” un veterinario. Chi si lamenta di 30 euro di una visita, ma ne spende 700 in un telefono. C’è un po’ di carogna nei confronti di chi lavora sempre cinque giorni a settimana, si fa almeno 20 giorni di ferie l’anno e ha il coraggio di lamentarsi che lavora troppo. Ci sono le ore libere passate sui libri nel tentativo di capirci qualcosa del caso che hai visto la mattina. C’è uno stipendio che, nonostante le circa 60 ore di lavoro settimanali (a volte di più), non ti permette di pagare l’affitto di due metri quadrati sotto un ponte.

Ci sono i pomeriggi come quello di oggi, in cui ti trovi a dover fare l’eutanasia ad un cane che hai avuto in cura per mesi ma nonostante tutti gli sforzi, la malattia ha vinto. Ci sono dei momenti in cui il massimo che puoi fare è alzare le spalle e guardare il tuo paziente negli occhi e sperare di aver almeno alleviato un po’ la sua sofferenza. Ci si sente sopraffatti da un senso di impotenza che lascia senza fiato e senza forze, anche se ciò che si sta facendo in quel momento è giusto . A volte riesco ad esser forte e a trattenere le lacrime, ma oggi no. Oggi è stata più dura del previsto. Oggi le lacrime sono scese e l’abbraccio del proprietario che mi ringrazia per tutto ciò che ho fatto per il suo cane non lo dimenticherò mai.

Ma ci sono anche le giornate in cui visiti una gatta anziana gravemente denutrita, ipotermica, priva di coscienza e pensi che non potrà farcela. Invece, dopo qualche ora dalle prime terapie, alza la testa e quando apri la sua gabbietta, si alza, fa le fusa e struscia la testa contro la tua. E allora passa la stanchezza. Ti dimentichi delle tante ore passate a lavoro e ti interessa anche meno se vieni considerato un medico di serie B, perché sentire quelle fusa è tutto quello che ti serve per risvegliarti il giorno dopo e tornare in mezzo a quelle “bestie” che ti rendono tanto felice.

io cagnino

N.b. No, la Frontline non è il mio sponsor e non mi paga per questa foto. 

Basta, me so rotta li cojoni (1)

Oggi sono particolarmente nervosa e vorrei prendere un carro armato e distruggere qualcosa. Dato che non ho trovato un carro armato in casa mia, farò un elenco di cose che ultimamente mi fanno salire la carogna e fanno nascere in me la voglia di gridare un centinaio di vaffanculo al minuto. Probabilmente ci saranno altre puntate, quindi inauguro la rubrica :”Basta, me so rotta li cojoni”.

Pronti.

Partenza.

Via.

  • non sopporto la gente che ostenta i propri impegni lavorativi, delle serie “io lavoro 36 ore al giorno, 8 giorni su 7, non ho ferie, viaggio con il pannolone perché non ho tempo di recarmi nel locale dove è ubicato il sacro trono” e poi ha il tempo di pubblicare 750 post al giorno su fb/wp etc e fa 150 aperitivi a settimana. Anche io faccio un lavoro impegnativo, ma lo ammetto…il tempo per cazzeggiare lo trovo e ne vado fiera.

 

  • non sopporto quelli che alla cassa si mettono a chiacchierare con i commessi. Andate al bar a parlare e non rompete i coglioni a me.

 

  • odio profondamente coloro che ascoltano la musica senza le cuffie per strada, sui bus, sui treni etc. Che lo squaraus vi colga. E che manchi la carta igienica.

 

  • non sopporto (posso dire odio?) i proprietari di animali che si comprano un cane spendendo 1500 euro e poi rompono il cazzo per pagare un vaccino.

 

  • non sopporto chi se ne va senza salutare (anche se si tratta di una conversazione uozzappara)

La lista continuerà prossimamente.