Se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me.

Ci sono tanti modi per stare vicino ad una persona a cui si tiene, a cui si vuole bene. Io, personalmente, penso che la cosa più importante è far sapere che ci sei. A volte basta davvero poco, a volte basta usare trenta secondi del proprio tempo (e in una giornata di secondi ce ne sono tanti, precisamente 86400) per dire all’altra persona: ti mando un abbraccio o ti auguro buona giornata o semplicemente un ciao.

Io lo faccio. Io, quando so che una persona a cui voglio bene, a cui sono affezionata, sta male o è triste o si sente sola, io faccio sapere che ci sono, io spendo quei trenta secondi quotidiani per far sapere che non mi sono dimenticata che il giorno prima mi hai detto che era una brutta giornata, che nonostante i miei problemi (perché tutti li hanno), nonostante magari sia stanca o abbia voglia di riposarmi e staccarmi dal mondo… ecco, nonostante tutto, io ci sono. Io lo faccio perché penso sia la cosa giusta da fare, perché so che cosa vuol dire sentirsi soli e perché a me fa piacere sapere che qualcuno mi pensa, quindi penso faccia piacere anche agli altri. Dicendo questo, non voglio lodarmi perché non è nulla di straordinario, a me fa piacere farlo e lo faccio.

Ecco io lo faccio, ma noto che spesso (molto spesso) le cose vanno un bel po’ diversamente. Si sa che in questo bel mondo di merda è l’egoismo che comanda, ma io mi stupisco sempre. Si cercano gli altri (gli amici?) quando si ha bisogno di chiacchierare e di sfogarsi, quando magari ci si annoia e si deve passare il tempo e poi, quando è l’altro ad aver bisogno di aiuto o di un pensiero  o di qualunque cosa, ci si comporta diversamente. Ma io non dovrei stupirmene, ripeto, questo è un mondo di egoisti, per cui se si sta bene o se si ha di meglio da fare, chissenefrega degli altri.

Ma io non smetterò di comportarmi come credo sia giusto comportarsi.

E con quelli che si dicono miei amici, (moltissimi, quasi tutti, praticamente tutti), continuerò a comportarmi così anche se non se lo meritano. Lo faccio perché sono fatta così e perché spero che un giorno arriverete a sentirvi in colpa per il vostro agire da stronzi indifferenti.

N.b. Non ho riletto, abbiate pazienza.

 

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40 pensieri su “Se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me.

  1. Argomento che spesso ricorre nei miei pensieri..
    Troppo facile definirsi “amici” e poi farsi sentire una volta ogni tot, ma come dici tu, purtroppo, l’egoismo la fa da padrone. Che poi se non vuoi farti sentire ogni giorno perché magari lo ritieni esagerato puoi farlo una volta alla settimana, o comunque trovare altri modi per far sapere che sei presente, che ci sei.

    1. Ovviamente dipende dal tipo di persona e dal tipo di rapporto che c’è tra le due persone eh 🙂 Ma scrivere una riga in un giorno o chiamare per qualche minuto si può fare. Ma appunto come dicevamo, l’egoismo la fa da padrone. Ed è proprio una tristezza infinita.

  2. Condivido i trenta secondi. Sono un’inezia ma valgono tantissimo.
    L’egoismo? E’ il frutto amaro e velenoso della modernità. Si sta più volentieri a sacimmiottare con lo smartphone che a parlare con gli altri.

  3. Assolutamente tutto giusto, anche io condivido i trenta secondi, e sì, molto spesso l’egoismo non permette si trenta secondi di tornarmi indietro… Ho visto amicizie false disgregarsi con una banale lontananza, e penso che le vere amicizie non dovrebbero finire in questo modo… 😉

  4. Secondo me, non è tanto una questione di “frequenza”, quanto, più che altro, di una sorta di malessere che si sente nei confronti di quella persona. Accade, ad esempio, quando le nostre aspettative vengono disattese.
    Ma fare un discorso troppo generico non va bene perché ogni rapporto è a sé: ci sono amicizie che stanno in piedi senza problemi nonostante ci si senta una volta ogni tre mesi e amicizie che vanno in pezzi perché uno smette di farsi sentire per una settimana.

    1. Sisi, ovvio che non è tanto una questione di frequenza (non è che se scattano le 24 ore ti si appiccica l’etichetta di stronzoj sulla fronte eheeh) e sono assolutamente d’accordo con te sul discorso delle aspettative. Io spesso ne ho troppe e poi ci rimango male.

  5. Già. 30 secondi sono niente… e sono tanto.
    A volte basterebbe anche solo uno schifosissimo smile.

    Guarda, per conto tuo dedico a tutti quelli che non salutano questa canzone:

  6. Io invece sono vendicativo ! Non mi pare proprio giusto fare gli Amici con persone che non sanno neanche dove sta di casa l’Amicizia ! Penso, invece, che molti di noi (se non tutti) abbiano una doppia Verità, perchè quando gli dici che quella non è Amicizia, si arrabbiano come se venissero feriti mortalmente !! Comodo, molto comodo, avere un doppione di se stessi e crederci come se fosse una cosa sola ! Non so neanche se si tratta di egoismo, ma sicuramente qualcosa di peggio ! Sarebbe meglio non toccarli i sentimenti, e lasciar fare al tempo il consumarsi delle cose.

    Bellissimo post.
    Grazie.
    Stefano.

  7. maledetto senso di colpa… che ti fa continuare a restare con i piedi in scarpe che fanno male ( o quantomeno danno fastidio)… ma non si possono modificare i comportamenti deliziosi… quelli da str…afottenti si dovrebbe ma quelli belli assolutamente no. E dove li metti quelli che chiamano solo e sempre quando stanno male ti trattano come un bidoncino dell’indifferenziato?… le buone notizie sempre ad altri…. 😉

      1. mmmm… non son sicura sai, se non fa parte del tuo modo… per essere stronza devi proprio impegnarti… consumi energie inutilmente… meglio sarebbe evitarsi aspettative inutili e soprattutto mettere in cantina i sensi di colpa… così si viaggia leggeri 🙂

  8. Posso confermare che la Lady è esattamente così. Io, ad esempio, a volte, me ne approfitto 😦 poi però rinsavisco.
    Ci sono talmente tanti caratteri al mondo che quando se ne trova uno che ti coccola con 2 parole è bene tenerlo stretto, chi lo capisce prima o dopo avrà raggiunto un buon risultato.

  9. Farsi delle aspettative è normale: ce le facciamo tutti. A me capita di prendermela più per la mancanza di una persona che conosco da tre mesi, rispetto alla mancanza di qualcuno che è nella mia vita da dieci anni. Forse sarà perché quando l’amicizia è solida non c’è nemmeno il rischio che l’altra persona manchi o che uno dei due se la prenda.

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