Buon compleanno Blog.

Oggi sono passati esattamente due anni dall’apertura di questo blog. Sono successe tantissime cose, probabilmente sono stati i due anni più intensi della mia vita.

Avete vissuto insieme a me il periodo nevrotico del pre-laurea, la gioia di quel traguardo finalmente raggiunto. Mi avete sopportata quando la mia vita privata andava in pezzi e quando, finalmente, tutti i vari pezzi sono tornati insieme ed è spuntato anche il sorriso.

Quest’ultimo periodo non è stato semplicissimo, ho molti dubbi, tante paure e ho talmente tanti pensieri in testa che non capisco dove finisce uno e dove inizia l’altro. Il mio blog era nato soprattutto per parlarvi della mia grande passione per Fabrizio De Andrè e mi rendo conto che ultimamente ne ho scritto molto meno. Ma sono successe tante cose e la stanchezza non mi permette di concentrarmi molto. Ma tornerò (presto) con la musica del Faber.

Intanto, vi mando un grande abbraccio e vi ringrazio perché continuate a sopportarmi.

Questo blog per me è diventato importante, tanto che Tirai una freccia al vento è finita anche sul mio costato.

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Se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me.

Ci sono tanti modi per stare vicino ad una persona a cui si tiene, a cui si vuole bene. Io, personalmente, penso che la cosa più importante è far sapere che ci sei. A volte basta davvero poco, a volte basta usare trenta secondi del proprio tempo (e in una giornata di secondi ce ne sono tanti, precisamente 86400) per dire all’altra persona: ti mando un abbraccio o ti auguro buona giornata o semplicemente un ciao.

Io lo faccio. Io, quando so che una persona a cui voglio bene, a cui sono affezionata, sta male o è triste o si sente sola, io faccio sapere che ci sono, io spendo quei trenta secondi quotidiani per far sapere che non mi sono dimenticata che il giorno prima mi hai detto che era una brutta giornata, che nonostante i miei problemi (perché tutti li hanno), nonostante magari sia stanca o abbia voglia di riposarmi e staccarmi dal mondo… ecco, nonostante tutto, io ci sono. Io lo faccio perché penso sia la cosa giusta da fare, perché so che cosa vuol dire sentirsi soli e perché a me fa piacere sapere che qualcuno mi pensa, quindi penso faccia piacere anche agli altri. Dicendo questo, non voglio lodarmi perché non è nulla di straordinario, a me fa piacere farlo e lo faccio.

Ecco io lo faccio, ma noto che spesso (molto spesso) le cose vanno un bel po’ diversamente. Si sa che in questo bel mondo di merda è l’egoismo che comanda, ma io mi stupisco sempre. Si cercano gli altri (gli amici?) quando si ha bisogno di chiacchierare e di sfogarsi, quando magari ci si annoia e si deve passare il tempo e poi, quando è l’altro ad aver bisogno di aiuto o di un pensiero  o di qualunque cosa, ci si comporta diversamente. Ma io non dovrei stupirmene, ripeto, questo è un mondo di egoisti, per cui se si sta bene o se si ha di meglio da fare, chissenefrega degli altri.

Ma io non smetterò di comportarmi come credo sia giusto comportarsi.

E con quelli che si dicono miei amici, (moltissimi, quasi tutti, praticamente tutti), continuerò a comportarmi così anche se non se lo meritano. Lo faccio perché sono fatta così e perché spero che un giorno arriverete a sentirvi in colpa per il vostro agire da stronzi indifferenti.

N.b. Non ho riletto, abbiate pazienza.

 

Mille e più cose.

Si possono fare mille e più cose in meno di 48 ore?

La risposta è sì. E ne ho le prove.

Il fine settimana appena finito è stato molto intenso: tanti chilometri fatti, tante risate, tante belle cose viste e grandi acquisti.

Lui è venuto a prendermi venerdì sera dopo il lavoro e siamo partiti per la Liguria. Anche se era già parecchio tardi, prima di raggiungere la nostra dimora, ci siamo fermati ad Alassio e ovviamente siamo andati a dare un’occhiata al famoso muretto con le sue piastrelle che riportano le firme di molti artisti.

Ma a me ne interessava soprattutto una di firma. Eccola.

faber alassio

 

In fondo questo è stato un fine settimana sulle tracce di Fabrizio De André e tra qualche riga scoprirete perché.

Sabato mattina avevamo in programma di andare nella spiaggia vicino a casa, ma il tempo era orribile allora abbiamo preso la macchina e siamo partiti per la Costa Azzurra. A Menton il tempo era bellissimo, ci siamo fatti un bel bagno e qualche passeggiata sulla spiaggia. Verso sera abbiamo ripreso la macchina e siamo partiti per Montecarlo.

Montecarlo è meravigliosa e di sera ancora di più. Abbiamo fatto un giretto al porto con i suoi yacth e poi ci siamo spostati nella parte più alta della città. Abbiamo ripercorso in macchina il tragitto del gran premio e abbiamo cenato. Dal paninaro eheheh.

Dopo cena si riparte verso casa e giunti a destinazione abbiamo guardato Amici miei e non è stata una scelta casuale. Infatti, il 15 agosto del 1975 Amici miei fece il suo esordio nei cinema italiani. Poi nanna che si è fatta una certa.

Domenica è stata una giornata speciale. Domenica siamo andati a Genova. Domenica siamo andati a “casa” di Fabrizio De André. La “città vecchia” ci ha accolto con i suoi profumi, i  suoi rumori e le sue voci. Abbiamo fatto un giro al Porto Antico, ma io scalpitavo per andare in Via del Campo.

Eccola, Via del Campo.

via del campo 1

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via del campo 3

via del campo 4

In Via del campo c’è un negozio dedicato al Faber e all’interno c’è la sua chitarra. Ovviamente volevo comprare tutto, ovviamente non potevo comprare tutto. Ma qualche acquisto l’ho fatto e sono molto molto soddisfatta.

faber acquisti

Non sono mai stata così vicino al Faber. E’ stato emozionante essere circondata dal suo mondo, è stato fantastico parlare con chi lo ha conosciuto di persona e vedere la sua chitarra.  Purtroppo non siamo potuti andare al cimitero perché era già chiuso, ma abbiamo lasciato Genova con la consapevolezza di tornarci molto presto.

Mi sembra giusto concludere questo post con la canzone che De André ha scritto per Genova, per la Genova che lui amava: quella degli emarginati, degli esclusi, quella degli ubriaconi e delle prostitute. La Genova dei dimenticati da tutti, anche da Dio:

“Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi”

Richiesta di koala

Il caro Ysingrinus ha accolto la mia richiesta e ha fatto un bellissimo disegno di un koala che mangia la foglia. Perché quel koala è furbo. E sveglio.
E VI osserva.

SEMPRE.

Discussioni concentriche

Qualche giorno addietro la sempre brava Lady Khorakhane mi ha chiesto di disegnare un famoso koala che mangia la foglia. Inevitabile quindi usare il carboncino e vedere cosa ne poteva pensare il mio classico allievo.
Ecco quindi il risultato!

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Parole soltanto parole, parole tra noi.

In questi giorni sono particolarmente allegra, nonostante un po’ di cose. Non so bene perché…forse perché venerdì sera (incrociando le dita) me ne vado al mare per due giorni, forse perché il cagnolino Greg (un trovatello operato da noi in clinica per un investimento) ha finalmente trovato una famiglia.

Comunque, ieri sono arrivate le cosine che avevo ordinato da Lush, ovvero:

  • Mutandine di seta —-> un talco da mettere dopo la doccia
  • Punto G ——> un olio da massaggio che uso come crema per il corpo
  • Altre cose, che però non hanno il nome che rimanda al chupa dance.

Ecco. E’ proprio qui che volevo arrivare. Da un po’ di tempo, leggendo qua e là, ho notato che oggi non sei proprio nessuno, se non fai qualche riferimento al sesso. Non importa di cosa si stia parlando o scrivendo, la cosa importante è far sapere al mondo che tu sei uno/una che ne sa e ne fa.

Stai scrivendo un articolo sulla nuova pavimentazione della piazza del paesello? Benissimo, informa il grande pubblico che tu sulle mattonelle ne fai di cotte e di crude.

Stai parlando di quanto è faticoso raccogliere le patate nell’orto? Ricorda ai tuoi ascoltatori che, quando eri giovane, non ti facevi sfuggire neanche un tubero.

Stai descrivendo quali saranno i colori delle collezioni autunno-inverno? Tu aggiungi che ti piace tanto quella cosa lì, fatta così, proprio così, ma anche un po’ cosà.

Un’altra cosa fondamentale: mettere foto sexy (?!?!?!!?) ad pipinum canis. Dato che io non voglio rimanere indietro, metterò qualche mia foto in déshabillé.

 

Attenzione: immagini non adatte a minori, deboli di cuore, duri di cuore, abituali frequentatori di Youporn.

mano

Questa è la mia mano. Ovviamente senza guanti perché volevo creare un nudo artistico. E’ anche un po’ in controluce perché l’effetto “vedo-non-vedo” piace.

piede

Questo invece è il mio piede. Ho abbassato un pochino il calzino (notare la fantasia sexy) per aumentare il livello di sexytudine. 

 

Siete tutti vivi? Qualche infarto? Vi ricordo che in caso di dolore acuto al petto dovete chiamare subito un medico. Già che ci siamo volevo informarvi che quella volta in vacanza, eeeeeeeeeh, se i muri potessero parlare. Ah non c’entrava? Ma fa figo, dicono.

Una domenica bestiale

E’ domenica.

Io sono in clinica a lavorare. Ora c’è un attimo di tranquillità.

Vi presento i miei ricoverati domenicali:

  • un riccio con una ferita sul muso. E’ bravo e si lascia fare le iniezioni. Mangia un sacco. Gli ho comprato gli omogeneizzati alla frutta, ma gli fanno schifo, ha assaggiato e poi sputato il tutto contro il muro. E’ goloso di scatolette per gatti.
  • Vittorio, un piccolo micio raffreddato
  • Fiocco, un cane avvelenato in prognosi riservata
  • Berta, una gatta con problemi intestinali
  • Lilli, una gatta con problemi neurologici
  • un gatto senza nome, con una ferita alla zampa
  • una gatta senza nome, in degenza post-operatoria

Bene, io torno dai miei pazienti.

Buona domenica!!

 

True Detective 2: cacati.

Attenzione: questa non è una recensione, perché io le recensioni non le so fare. Questo è uno sfogo.

Attenzione 2: niente spoiler, semplicemente perché non ci ho capito un cazzo.

Ecco lo sfogo.

La seconda stagione di True Detective mi fa proprio cacare.

Colin Farrell ha sempre la faccia di uno che si è fatto la cacca (la cacca è il leitmotiv di questo post) addosso e non sa come dirlo. Non ti preoccupare piccolo colino, lo dico io per te se vuoi.

 

colino cacca

koala

 

Ci sono troppe storie e io non ci capisco una mazza. Va bene che io non sono proprio una cima con film e telefilm però questa volta è peggio del solito.

La detective donna mi sta sulle balle perché è troppo sapientona e poi sta troppo bene con quel taglio di capelli, invece io sembro uno scopettone.

Comunque lo continuo a guardare lo stesso, sperando di capirci qualcosa di più.

Fine.

 

 

 

Di treni in orario, tacchi troppo alti, freddino e nuvole bianche.

Questo fine settimana è andato benone. E’ iniziato bene perché, per una volta, i treni non erano in ritardo e senza intoppi sono arrivata da Lui. Era già lì che mi aspettava al binario, mi ha preso lo zaino e siamo andati prima al bar per un veloce aperitivo e poi a casa. Gli ho dato dei regalini che ho preso qualche giorno fa e gli sono piaciuti. Abbiamo guardato delle cose fighe alla tv. Perché Lui ha Sky e su Sky ci sono i documentari fighi sugli animali, che a me piacciono un sacco. E poi c’è il programma di Lucarelli, “Profondo nero”, quello sui morti ammazzati e sui serial killer e a me tutto ciò piace un sacco. Non i serial killer eh, ma ste storie mi incuriosiscono, che devo farci.

Poi ci siamo preparati per la cena. Mi sono messa il vestito di Guess, quello nero di pizzo che ho comprato qualche giorno fa. Diciamolo, potrebbe essere il vestito più bello del mondo. Diciamolo, mi sta anche bene. Mi sono messa quei bei sandali con i brillantini che hanno il tacco alto quanto la torre di Pisa (ma sono dritti), ho preso una decina di storte scendendo le scale e siamo partiti per andare al ristorante.

Il posto era bellissimo e abbiamo mangiato (e bevuto) da dio. Fuori il clima non era dei migliori, anzi faceva parecchio freddino, quindi niente passeggiata, ma rientro a casa a guardarci un film sotto le coperte. Sì, finalmente faceva così freddino da stare sotto le coperte. La felicità. Perché sto caldo ha, francamente, rotto i coglioni.

In questo periodo ho bisogno di semplicità, ho bisogno di tranquillità e questo fine settimana è stato semplice e tranquillo, come un cielo azzurro decorato da soffici nuvole bianche.

E io ne sono molto molto felice.