E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure.

Se penso alla crostata di albicocche, mi viene in mente la mia nonna. Per forza, ne mangia (ancora oggi che ha quasi novant’anni) quantità industriali. Il diabete non l’ho ereditato da lei a questo punto.

Se penso ai tulipani, mi viene in mente quella vacanza di tanti anni fa con i miei genitori. La camera dell’albergo si affacciava su un campo pieno di tulipani rossi e gialli.

Se penso al colore verde, mi viene in mente l’altra mia nonna (quella che non c’è più), perché lei amava la natura, amava camminare nei boschi e conosceva tutti i nomi dei fiori e degli alberi.

Se penso alla pallavolo, mi viene in mente lo schifo, mi viene in mente quell’incontro tornando a casa dalla palestra, ormai quasi quindici anni fa. Penso a quando decisi di non raccontare mai niente dell’accaduto, penso a quando ne parlai  la prima e unica volta, quasi dieci anni dopo. Non fu liberatorio nell’immediato (anzi, fu terribile), ma nelle fasi successive sì. Ora mi resta l’odio per la pallavolo. E la diffidenza. E forse un po’ di schifo.

Se penso al blu, mi viene in mente il cielo d’Irlanda.

Se penso al blog, mi vengono in mente tante risate e  belle persone conosciute.

 

 

 

 

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19 pensieri su “E qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure.

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