One music, one place (2)

 

Questa canzone mi “porta”  nella casa di campagna di mia nonna, la nonna che non c’è più. Qualche anno fa ho passato un momento non troppo positivo, anzi decisamente brutto, orribile.  Avevo dei problemi di salute, non riuscivo ad andare avanti con l’università e mi sentivo sola. Spesso, nei momenti di buio totale, prendevo la macchina e andavo in quella casa, in campagna, da sola. Mi sedevo per terra, in quel prato poco lontano da casa ma ben nascosto e ascoltavo la musica, ma soprattutto ascoltavo questa canzone. Li’ stavo meglio, sentivo meno il peso di tutti quei problemi. Li’ non ho mai portato nessuno, perché quel posto è mio e solo mio e ancora oggi, quando ho bisogno di isolarmi e riflettere, ci torno.

Per esempio, ora sarebbe proprio il momento di prendere la macchina, sedermi in quel prato e just breathe.

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And take the first flight out that I can.

 

Sono un po’ stanca, anzi parecchio. E ho un’emicrania pazzesca.

E prima ho iniziato a pensare a tutte le cose che vorrei fare, ma per vari motivi non posso fare e allora mi incazzo.

Ovviamente io amo il mio lavoro, ma recentemente sono stata a Cremona per un congresso di oncologia (ah, città deliziosa) e ho conosciuto tanti giovani colleghi che stanno portando avanti molti progetti di ricerca ambiziosi e, nonostante le difficoltà, ce la stanno facendo. Io mi incazzo perché anche io ci voglio provare e mi sto impegnando, ma cazzo, dovete anche darmela una possibilità, una piccola opportunità. Invece è tutto difficile e io, forse, non ho il coraggio di partire e lasciare tutto e tutti e provarci altrove.

io go

Quindi per ora resto qui.

E studio.

E impegno.

E mi incazzo.

The Murder Inn – The Other Side Of Music

Iscrivetevi, leggete, commentate, insomma partecipate perché bisogna supportare chi porta avanti un progetto con passione!

Music For Travelers

Oggi, come ho già fatto altre volte in questa mia permanenza su blog, mi prendo spazio e tempo per promuovere un blog & sito con cui collaboro da una vita e mezza.
Il sito è The Murder Inn. Dopo moltissimi anni di permanenza solo sulla classica piattaforma web del sito, si è spostato anche nel grandissimo mondo di WordPress (lo ammetto, anche sotto mie enormi pressioni). Lo spostamento ha dato vita al blog di The Murder Inn che potete trovare a questo indirizzo qua sotto:

https://themurderinn.wordpress.com/

Ci mettiamo impegno, passione e, nonostante il tempo tiranno, una certa costanza. Sono ormai molti anni che siamo sulla piazza: oltre 13 anni di attività, per una webzine musicale indipendente (e fiera di esserlo), non sono pochi. Anche per via della quasi maggiore età del sito abbiamo deciso di affiancare al classico stile “themurderinn”, anche un più fresco approccio 2.0 con il blog…

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One music, one place (copio ma ho chiesto prima)

Seguendo il sempre buon esempio di Zeus (a cui ho chiesto il permesso e, essendo lui un Dio buono e generoso, non devo neanche pagare i diritti), mi avventuro pure io nel “One music, one place”. Perché molto spesso una canzone, quella canzone, non solo ci ricorda una persona/una situazione, ma riesce anche a trasportarti in un posto diverso e a farti rivivere tutto un bell’insieme di emozioni.

Questa canzone mi ricorda un fine settimana in Liguria con Lui. Era il nostro primo fine settimana insieme e lontano da casa. Avevamo organizzato tutto alla perfezione, avevamo anche fatto la spesa così non si doveva neanche uscire di casa. Avevamo il vino, era tutto perfetto.Lui mi passa a prendere e quando salgo in macchina c’era questa canzone e Lui mi disse “ascoltala, è per te”.

Io ero felicissima, si parte, noi due soli. Durante il viaggio si canta e si chiacchiera. Circa a metà viaggio io inizio ad avvertire un po’ di nausea, ma non ci faccio molto caso. “Sarà una cosa passeggera dovuta al bianchino dell’aperitivo”, pensavo. “Starò patendo un po’ la macchina”, mi dicevo. “Passerà”, sbagliavo. Subito dopo l’arrivo inizio ad avere fitte atroci alla pancia.

Era lei, proprio lei. Avevo l’influenza intestinale. Tutti i vari intenti mallupini svaniscono. Il mio fine settimana va a puttane, per non dire in bagno. Il momento più trasgressivo è stato vedere Mosters&Co, durante un attimo di mio transitorio miglioramento.

La domenica sera si riparte, io ero un cadavere e lui era un pover’uomo rassegnato. Quando si sale in macchina per tornare a casa, Lui rimette questa canzone e mi dà un bacino.

Praticamente, questa bellissima canzone di De Gregori mi riporta in Liguria e più precisamente in un bagno di una casa di Ceriale e mi ricorda che in amore bisogna esserci soprattutto nel momento del bisogno.

Mood Music Tag

Ringrazio il carissimo Zeus per aver pensato anche a me per questo Mood Music Tag. Ovviamente Zeus lo conoscete e se non lo conoscete (male, molto male, anzi malissimo) cliccate e andate subito a leggere sul suo blog. Subito eh.

Ecco le regole:

– Per partecipare devi essere stato taggato almeno una volta.
– Scegli almeno 5 tracce musicali (o più) che rispecchino alcune emozioni o stati d’animo al positivo.
– Tagga almeno 5 blogger (o anche di più ) e avvisali di averli taggati.
– Cita il mio blog all’interno del tuo articolo con link diretto o esteso: GHB Memories https://ghbmemories.wordpress.com, scrivendo che l’idea è partita da qui.
– Se vuoi spiega anche brevemente perché hai scelto alcune tracce piuttosto che altre.

E adesso, ecco le canzoni!

1) 4 NON BLONDES – What’s up

Questa canzone mi ricorda i pomeriggi passati a casa di una mia cara amica. In teoria dovevamo fare la tradizione di gran versioni di greco, in pratica si chiacchierava e si cantava a squarciagola questa canzone. E si, si beveva qualche birra.

2) F. GUCCINI – La locomotiva

Anche in questo caso, il ricordo è legato agli anni del liceo. Era il periodo in cui volevo cambiare il mondo, in cui cercavo di impegnarmi politicamente (ebbene sì) e litigavo pesantemente con chi la pensava in modo diverso. Era uno scontro costruttivo, ovviamente. Questa canzone è il simbolo di quel periodo, perché come dice Gaber “la rivoluzione oggi no, domani forse, dopo domani sicuramente”.

3) PFM – Impressioni di settembre

Questa canzone mi ricorda i viaggi in macchina, direzione mare,  con i miei genitori. Mio papa’ adorava questa canzone e la metteva sempre. Era un bel periodo, i miei genitori erano felici insieme e io lo ero con loro. Poi le cose cambiano.

4) SIGLA DI DAWSON’S CREEK – I don’t want to wait

Ebbene sì, anche io ero una vittima di questo telefilm. Lo guardavo e lo riguardavo e mi incazzavo e piangevo pure. Ovviamente ho sempre cantato la sigla inventandomi le parole.

Ho sempre tifato per Pacey.

5) F. DE ANDRE’ – Un medico.

Questa canzone è legata alla mia laurea, credo il giorno più bello della mia vita.

 

Ecco i nominati:

Lemniar 

Ysingrinus 

Gintoki 

Tiols 

Emily