Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

lo so forse è un po’ presto per scriverti, ma volevo portarmi avanti con il lavoro dato che a breve un esercito di bimbi inizierà a mandarti lettere/letterine/mail/messaggiwhatsApp e quindi avrai un sacco di cose da fare. In realtà non so qual è il momento giusto per mandarti la letterina, perché da piccola non lo facevo mai. Se è tardi amen.

Oh saggio panzuto Uomo in Rosso, tu ben sai che io non ho una particolare simpatia per il Natale. Semplicemente il Natale mi rende triste ed è il momento dell’anno in cui mi sento più sola. Non c’è un reale motivo, ma è sempre stato così. Sarà che la mia famiglia è piccola, molto piccola e non c’è un grande cambiamento rispetto ai pranzi/cene di tutti gli altri giorni dell’anno. Ci sono quelle classiche telefonate dei parenti lontani che, appunto, senti per il Natale e vedi ai funerali. E nonostante ciò riescono comunque a scartavetrarti i coglioni con quelle domande di cui conoscono già benissimo la risposta, ma la vogliono sentire con la tua voce perché sono peppie malefiche. Fino all’anno scorso le domande tipiche erano “ma quando ti laurei?/ma ti sei laureata?/ma hai finito di studiare?/ma se facevi medicina non era meglio?”. Ora non possono più farmi questa domanda (perché sanno – sanno tutto – che mi sono laureata), ma ce ne sarà un’altra in pole position. Eccola: ma il fidanzato?/ma come mai?/ma cosa è successo?/ne hai un altro?.

Pensavo di rispondere così, che ne dici?

Comunque, caro Red Daddy, ti scrivo perché vorrei chiederti alcune cosine per questo Natale: prima di tutto vorrei un briciolo di serenità in più tra la mia mamma e la mia nonna perché la situazione ultimamente è abbastanza complicata. Vorrei iniziare ad essere almeno un po’ indipendente economicamente. Vorrei avere una minuscola casa tutta mia, ma piccola eh (tipo il mini appartamento di Pozzetto ne Il Ragazzo di campagna – TAAAAC – per dire che non ho molte pretese). Vorrei imparare a dire ti voglio bene più spesso e invece non ce la faccio, c’è un qualcosa che mi blocca e questo mi fa veramente incazzare. Vorrei essere in grado di mettere, almeno per una volta, la mia felicità prima di quella degli altri. Vorrei imparare a dire più no o a non sentirmi in colpa le poche volte in cui lo dico. Vorrei quel dannato dottorato di ricerca.

Lo so, vorrei un sacco di cose e non sono per niente semplici. Se non potrai realizzarle tutte, non me la prenderò. Ma una cosa me la devi: devi impedire la messa in onda di Mr Bean nella giornate natalizie perché ha veramente rotto i maroni.

Cordiali Saluti.

Ilaria

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46 pensieri su “Caro Babbo Natale

  1. La chiusa finale è fenomenale! Ahahah! Io ci metterei anche ghost, mamma ho perso l’aereo e altri!
    Ti auguro che alcuni desideri ti vengano donati, ma non sono babbo natale quindi non posso aiutarti.. o forse si? 🙂

  2. Abbiamo un po’ di richieste in comune da fare a Babbo Natale.
    Spero che almeno a te dia ascolto~ 🙂 E se vuoi un po’ di gente per il pranzo di Natale, ti cedo volentieri qualcuno della mia famiglia; siamo in 11 e mi libererei volentieri di qualche elemento! 😛

  3. E vuoi lasciare stare Una Poltrona Per Due?! Bello eh… ma sono 3040 anni che lo fanno sempre lo stesso giorno. Insieme ai Blues Brothers (Dio li benedica) e a Woodstock Il Film (anche quello dai).

    Il resto, sai che io adoro Babbo Natale….

    1. Ahahahahah 😀 😀 Vero, mi ero dimenticata Una poltrona per due…e anche miracolo sulla “numero che non ricordo” strada!

      Sai…ho pensato…il fatto che tu sia allergico al natale potrebbe essere una copertura…perché forse tu sei Babbo Natale!!!!

      1. Ecco, infatti. Miracolo sulla susniusijahah strada è uno di quei classici natalizi da ricordare. Forse anche Ricky e Barabba. Ed i peplum storici dedicati a Gesù.

        Io Babbo Natale?! Oh oh oh oh oh 😀 😀 😀 😀

      2. Ricky e Barabba ahaha 😀 Giusto, i pipponi mattonazzi religiosi (chiedo scusa per la parola religiosi, che nessuno si offenda) me li ero dimenticati.

        Tu sei Babbo Natale e devo ancora perdonarti perché non mi hai mai portato la novelle cuisine o come si chiamava. Alle mie amichette si, a me no.

        E comunque, confesseró questa cosa…quando ero più piccola (anagraficamente) facevo la pastorella al presepe vivente ahahahahha. Un freddo che non ti dico.

      3. Ecco, queste sono dimenticanze gravi. Comunque non preoccuparti, ci sono anche i programmi della domanica pomeriggio a tenerci compagnia e quelli del pomeriggio e basta che parlano di Natale, Gesù, Tolkien e Sauron. Io sono Babbo Natale?! Sai che non me l’avevano mai detta questa?! 😀 ahahahahahahahahahahah. Comunque ti porterò tutto appena posso (seeee seeee seeee :P). Tu la pastorella nel presepe vivente?! Ok, adesso sono felice ahahahahahahahhahaha

      4. Sono quei pomeriggi in cui bisogna riempirsi di pandoro e cioccolata (e spumante), sperare di collassare e risvegliarsi dopo capodanno (che sopporto anche meno del natale).
        Ecco, portami tutti i regali eh! Che sono brava e me li merito.
        Ho fatto la pastorella qualche anno, poi mi hanno spostata a gestire un bazar ahaha La cosa positiva è che sotto il bancone potevo tenere un pintone di dolcetto. Poi ho smesso, per fortuna (di fare il presepe, non di bere il dolcetto).

      5. Ahahahahahahah! Il Capodanno mi mette ansia. Da quando non bevo quasi più, riesco ad essere intollerante nei confronti del Capodanno 😀

        Per meritarteli…. vedremo! 😀 😛

        Mmmm… queste tue rivelazioni sono una delizia!!! Giuro. Una delizia.

      6. Io sono intollerante al Capodanno anche se bevo eheh 😀

        Me li merito, fidati di me.

        Son proprio felice di deliziarti la giornata con questi racconti di vita vissuta. Ho un passato turbolento, bisogna dirlo.

      7. Ah beh… allora sei messa bene. Prova a drogarti. Potrebbe essere il nuovo bere 😛

        mmmm… sei sotto scrutinio 😉

        Guarda, con ‘sti racconti mi stai rendendo la giornata accettabile e, posso assicurarti, è un pregio 😀

      8. Penso che punteró all’overdose di pasta al forno.

        Mmmm…sotto scrutinio…ci sono dubbi nei miei confronti…no bene 😀

        Ah, beh siamo messi bene allora ahahah. Se avessi una foto vestita da pastorella, allora la tua giornata subirebbe una svolta positiva, ma purtroppo nada, nessun documento fotografico.

      9. Ok, mi sembra un’ottima alternativa.

        Sì, ci sono dei dubbi… ma non so se è una cosa positiva o negativa. Per questo sei sotto scrutinio 😛

        E dopo questo commento, come puoi immaginare, sono convinto che ci sia la foto 😀

      10. Questa cosa dello scrutinio mi rende nervosa eheh 😀

        No purtroppo la foto non c’è veramente, un vero peccato. Era una di quelle esperienze da documentare, invece niente. Ma ero vestita con una specie di sacco e un velo in testa ahahahha.

      11. Eeeeeeh, speriamo speriamo 😀

        Fidati fidati!!! 😉

        Stasera (se esco viva dal colloquio che ho tra un po’) mi guardo il film che mi hai consigliato l’altro giorno!

  4. io ti auguro il dottorato. perchè quello poi significa un po’ di indipendenza, magari la casa piccolissima, magari maggiore serenità e tutto in divenire.

    ps: io sono anni che scrivo anche al grande demone celeste. i giapponesi le capiscono ste cose. proverei anche con loro.

    1. Speriamo Signorinella. Sono in piena confusione, vorrei fare un sacco di cose che però non posso fare perché dovrei vendere un rene, una parte di fegato e forse anche altre parti del corpo per pagarmele. Che depressione.

      Ps: sai che ci provo. Non si sa mai.

  5. Vorrei anche io la casetta TAAAC, il coinquilinaggio forzato mi ha rotto le palle. Peró no, Mr. Bean e Mamma ho perso l’aereo sono cose che mi rendono felice a Natale e ho la scusa di riguardarle senza occhiatacce 😀

  6. Mi spiace. Non sono Babbo Natale, anche c’è un particolare che ci accomuna. Anzi due:babbo e capello bianco. Ho letto la tua letterina e sono tornato indietro nel tempo. Allora si chiedevano giocattoli e dolciumi, promettendo di essere più buoni. Mai fu scritta una bugia più grossa. E vabbé, l’acqua è passata sotto i ponti e non è successo nulla, naso compreso.
    Per il babbo natale 2.0, ormai siamo nell’era del digitale, si chiedono cose meno sfiziose ma ugualmente complicate come un lavoro, una casa tutta tua, un fidanzato modello (non quelli che sfilano sulla passerella ma fatto e confezionato su misura per noi) e qualche altro spicciolo.
    Se vuoi posso dire una parolina al caro Babbo Natale per raccomandarti (nel 2000 senza una raccomandazione forte non si muove foglia).

  7. Sai che credevo che la fatidica domanda sui “fidanzati vari ed eventuali” fosse una prerogativa di noi, gente impicciona del Sud?
    …fai conto che io sono “zitella”ormai, passati i 25 in Calafrica sei zitella, single non vale più.
    Vedrai che da Mr. Babbo un aiutino arriverà ho avuto una soffiata da Rudolph la renna 🙂

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