La signora in rosso.

Ieri pomeriggio ho fatto veramente qualcosa di trasgressivo.

La spesa.

Dopo mi sono fatta un giro in centro e ho visto una piccola bancarella. Vedevo delle cosine appoggiate ma non capivo cosa fossero, in realtà nella mia testolina immaginavo già braccialetti e orecchini a 1 euro, quindi mi sono avvicinata velocemente per curiosare. Non era niente di tutto ciò: c’era una tizia che leggeva i tarocchi. La signora di rosso vestita ha iniziato un arduo percorso di convincimento. Io di solito queste cose le evito come le creme viso della nivea. Ma questa volta mi sono seduta. Non chiedetemi perché.

La signora in rosso ha mischiato il mazzo e ha appoggiato i Tarocchi sul banchetto. E a me veniva anche un po’ da ridere perché l’immagine che avevo in testa era la seguente:

 

Comunque, il primo responso dei Tarocchi è stato: “per quanto riguarda l’amore, purtroppo, niente di positivo”. Minchia, questa sì che è una novità! E io che pensavo andasse tutto bene! Ma da cosa l’avrà intuito la signora in rosso: dai Tarocchi, dalla mia faccia pallida/cadaverica, dal mio cappello “anti-sesso” con il pon pon o dal fatto che ero sola come un cane e passeggiavo senza meta guardando con odio tutte le coppie?

Ah, ecco la risposta della signora in rosso: “Ma per capirlo non servono i tarocchi, bastano i tuoi occhi tristi”.

Poi mi ha detto altre cose che non ricordo perché ero concentrata a maledire il momento in cui avevo deciso di sedermi.

Dopo qualche minuto mi sono alzata, mi sono rimessa le cuffiette nelle orecchie, ho schiacciato Play ed è uscita questa:

 

Eh.

Stregonerie.

 

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Di cioccolato, tamango, film e sventura.

Questo è stato un fine settimana torinese. Torino è una città in cui mi sento veramente a casa. Ho vissuto lì gli anni dell’università e ci torno tutte le volte che posso. Il viaggio in treno è stato accettabile, a parte la coppietta, seduta di fronte a me,  che limonava come se non ci fosse un domani e che io ho maledetto sperando che non arrivasse a domani. Sono una brutta persona, lo so. Comunque ho cambiato posto.

Sabato sera, io e la mia amica Paola,  siamo andate al Torino film festival e naturalmente erano finiti i biglietti per il film che volevamo vedere. Allora, abbiamo scelto “It follows”. Il tizio che lo ha presentato lo ha definito l’horror dell’anno. Bah. Il mio commento è: bah. Tutto chiaro? Non mi sono strappata i capelli dalla paura, la trama non era entusiasmante. Senza infamia e senza lode. Dopo ci siamo fatte un giretto in Torino e siamo andate a Les Arcades per berci un tamango. E voi che non siete di queste parti magari non lo conoscete il tamango, ecco cercatelo su Google. Comunque, il tizio ha guardato bene in faccia me e la mia amica e ci ha fatto un tamango annacquato (e io, modestamente il vero tamango lo conosco). Quindi che la peste lo colga e la prossima volta mi vendico, non so come, ma mi vendico.

Con il tamango annacquato abbiamo gironzolato per Torino e abbiamo incontrato un nostro professore di matematica del liceo, decisamente ubriaco e molto probabilmente (anzi sicuramente) diretto verso un sobrio “Puttan tour”.

Domenica siamo andate a farci un giro a Cioccolatò, nella bellissima Piazza San Carlo e mi son comprata una scorta di cioccolato al peperoncino e tante caramelline Leone. Poi, siamo andate nel mio bar preferito di Torino, il Miagola Cafè. E’ un bar dove sono ospitati sei bellissimi gatti recuperati dal gattile, quindi puoi berti una buon tè accarezzando un micione ciccione. Alla sera ci siamo mangiate un quintale di farinata e bevuto un numero indefinito di birre.

Questa mattina in stazione ho comprato “Sventura” di C. Palahniuk, ne ho lette alcune pagine in treno. Bah. Bah. Mi pare una minchioneria.

Sperando non abbiate detto “Sti cazzi” dopo ogni frase, vi auguro un buon inizio settimana 🙂

Oggi sono felice.

E con oggi si è concluso, positivamente, un grande capitolo della mia vita. Sono felice e tanto stanca. Ma è quella stanchezza condita con adrenalina che non mi permette di riposare e dormire, nonostante abbia chiuso gli occhi due ore nelle ultime 48.

Sono felice perché, nonostante sia stato fondamentalmente un anno di merda, qualche traguardo l’ho raggiunto. E il fatto di scrivere “felice” e “merda” nella stessa frase mi fa pensare che forse è proprio vero che dai diamanti non nasce niente, ma dal letame…

Sono felice e tu mi hai mandato l’in bocca al lupo. Tu continui ad esserci anche se hai deciso che non ti bastavo più. Continui ad esserci nei momenti più importanti della mia vita. Il cesto di fiori che mi hai portato il giorno della laurea l’ho conservato con cura, il pupazzetto è qui sul comodino. Oggi mi sono portata dietro la coccinella che mi hai regalato e ha portato bene. Ti ho chiamato dopo l’esame e mi hai detto che sono la solita paracula che dice sempre di non sapere niente e, su questo, hai anche un po’ ragione.

Io oggi sono felice nonostante il tuo comportamento vago, nonostante tu mi dica di amarmi, ma… Oggi sono felice, nonostante la notte del nostro “anniversario” tu mi hai guardata e mi hai detto che comunque quello sarà sempre il nostro giorno, io ti ho detto vaffanculo…un vaffanculo poco convinto, ma che ti ho ripetuto quando al mattino hai preparato un caffè francamente di merda, e quello era un vaffanculo più convinto. Per la serie, focalizziamoci sulle cose importanti.

Oggi penso proprio di essere felice, perché sono abilitata all’esercizio della professione di medico veterinario.

Mi sembra giusto e doveroso dire un grande grazie agli amici vicini e lontani che mi sono stati vicini e mi hanno supportata/sopportata in questi giorni. Qui su WP ci sono dei “motivatori”, ma son segreti.

Dica trentatré!

Dica trentatré!

Bau!

N.B. Io non ho riletto, se ci sono errori abbiate pazienza. Ho sonno, ma dovevo scrivere.

Brufoli fantasma.

Sono giorni un po’ incasinati e parecchio stressanti.

Sono in quella fase dello stress in cui mi schiaccerei anche i brufoli che non ci sono, per dire. E lo faccio, per dire.

E’ solo lunedì e io ho già finito tutte le imprecazioni di mia conoscenza e ne ho anche inventate alcune per l’occasione. Ciò mi fa pensare che i prossimi giorni avranno del potenziale creativo.

Sì, lamentarmi è il mio sport preferito. Mi devo sfogare. E non posso continuare a farlo schiacciandomi i brufoli, anche quelli inesistenti.

Comunque, vi posto una canzone di un artista che in questi giorni sto ascoltando parecchio, nei momenti di pausa dallo studio disperato.

 

Ottimismo, sempre.

positività

C’è una lacrima nascosta che nessuno mi sa disegnare.

 

Dimenticare il dolore è difficilissimo,

ma ricordare la dolcezza lo è ancora di più.

C. Palahniuk

 

 

E ora non piangere perché  presto la notte finirà con le sue perle stelle e strisce  in fondo al cielo  e ora sorridimi perché  presto la notte se ne andrà con le sue stelle arrugginite in fondo al mare.

F. De André

 

 

Calma, dignità e classe. Soprattutto calma.

 

Esame di stato.

Cavalli questi sconosciuti.

Fare i ripassi insieme a gente super secchiona non è stata una grande idea.

Passare due ore in sala necroscopie e poi tornare a casa in treno con il camice sporco e puzzolente nella borsa è utile perché permette di farsi il viaggio in solitaria senza rompi balle.

Il mio sistema immunitario mi sta facendo allegramente il dito medio.

Esame di stato.

Lo sterminatore di leocorni.

Un po’ di giorni fa ho letto un post molto ingannevole. Infatti, questa persona ha citato all’inizio di un suo post il leocorno, facendo intendere che ne avrebbe parlato.  Allora, l’ingenua piccola Ilaria amante degli animali, molto incuriosita, ha letto il post (non che altrimenti non l’avrei letto eh, e ci tengo a precisarlo perché è anche un po’ permalosa questa persona quindi bisogna fare attenzione). Leggo, leggo e niente leocorno, praticamente una trappola. Ho chiesto spiegazioni, ma le risposte non sono state per niente convincenti. Allora ho indagato un pochino. E nonostante questa persona mi abbia detto di essere “leocorno sensibile”, io ho capito che c’era qualcosa di marcio. Io ho capito che mi mentiva e mi nascondeva qualcosa.

Così ho iniziato una ricerca, difficile ed estenuante. Perché dove ci sono animali in difficoltà, c’è Ilaria.

Come ben sapete, il leocorno (o unicorno o liocorno o il mono-cornuto) è un animale forse leggendario dal corpo di cavallo e un corno in mezzo alla fronte. Questo grazioso animaletto ha attributi magici (fonte Wikipedia….e io quando ho letto “attributi” magici ho riso mezz’ora…fa ridere, no? Attributi..magici…fa ridere. Scusate, è un periodo difficile).

Io SO che i leocorni una volta esistevano. Vivevano in un giardino sempre fiorito, mangiavano rucola e radicchio e bevevano Arneis. Saltellavano allegri di qui e di là. Poi una mattina, un simpatico giovanotto si alzò con una fame terribile. Non gli bastavano le macine, i cuor di mela e i panini con la mortadella, no. Aveva bisogno di altro. Ed ecco l’idea geniale. Decise di mangiarsi un leocorno. Fabbricò una cerbottana con una biro bic blu, acquisì il giusto spirito combattivo ascoltando gli 883 e si mise in cammino. E così fece ogni mattina (alternando gli 883 con Amedeo Minghi), fino a quando i poveri leocorni sparirono del tutto (o quasi), diventando quindi animali leggendari. Ora si mangia le fette biscottate, quelle di Banderas. Penso abbia intenzione di mangiarsi la gallina Rosita. Io ti ho avvisata Rosita.

Questa è la verità. Io penso che quel giorno, il giovanotto in questione si sia sentito un po’ in colpa per questa strage e abbia quindi lasciato qualche indizio nel suo post con la speranza che qualcuno portasse a galla la verità , infatti mi ha sfidato dicendo “scrivici un post sulla strage dei leocorni, eh! Scrivici un post!”. Per fortuna sono astuta e ho scoperto tutto.

Io so che in un posto sperduto c’è ancora un piccolo leocorno, un sopravvissuto. E lui, lo sterminatore, non deve sapere dove si trova. Dobbiamo impegnarci affinché non lo scopra. Questa sarà la mia missione, salverò il leocorno dalla ferocia di  ZEUS, il poeta metallaro, lo sterminatore di leocorni.

Speravi che mi fossi dimenticata, eh? E invece no.

P.s. Io so che subirò delle pesanti ripercussioni per aver detto questa cosa, quindi qualsiasi cosa Zeus racconterà su di me, non è vera. Per esempio, non è vero che il film che ho visto più volte è Casper e non è vero che ho passato la serata di Halloween in pigiama a guardarmi Frozen il regno di ghiaccio.

P.s. (2). Comunque, andate a dare un’occhiata al suo blog, perché nonostante sia uno sterminatore di leocorni, è parecchio bravo. E così mi sono fatta perdonare e sono a posto.

Sono una persona seria.

Io non voglio che voi abbiate un’immagine completamente falsa  e distorta di me. Io voglio essere sincera, voglio mostrarmi per quello che sono. Ecco, non voglio che pensiate che sono la persona seria che avete visto nelle foto della laurea.

Quindi, ecco alcune immagini rappresentative della mia sobrietà e della mia eleganza, emerse durante la festa di laurea di sabato sera.

Ricordatemi così.

Ilaria e un utilissimo porta shottino personale.

Ilaria e l’acqua frizzante.