Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.

“Di nuovo le stelle. Come ho visto la notte scorsa e tante altre notti. Notti, giorni, amori, avvenimenti. Ho già sulle spalle un bel fardello di cose passate. E quelle future? Che sia per questo, per non sentire il peso di tutto questo, che continuo a non prender nulla sul serio?”

Giorgio Perozzi/Philippe Noiret, Amici Miei

stelle

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Li mortacci vostra

PREMESSA: io non sono una persona tanto paziente, ma c’è un limite a tutto.

Arrivo alla stazione. Aspetto  il treno. Aspetto il treno. Aspetto il treno.

Dopo 30 minuti, aspetto ancora il treno. Annuncio ritardo di 30 minuti. Ma va?

Aspetto ancora il treno. Annuncio ritardo di 40 minuti.

Arriva il treno con un ritardo di 45 minuti. Bestemmio e salgo, consapevole di aver perso la coincidenza.

Treno parte. Dopo 30 minuti si ferma in aperta campagna. Per 15 minuti.

Arriva, grazie al cielo, la mia fermata. Scendo, consapevole di aver perso una decina di coincidenze.

Guardo il tabellone: il mio treno è soppresso. Qualcuno mi dice che c’è un autobus sostitutivo.

Ci credo poco, ma vado in biglietteria ad informarmi. Il tizio mi dice che non ne sa niente dell’autobus. L’autobus non esiste. Il mio prossimo treno è tra un’ora e mezza. Bestemmiando in turco vado al bar.

Bevo un cappuccino perché diluvia e fa un freddo porco. E io ho le infradito.

Mentre sorseggio il cappuccino (che sa di bruciato), guardo  fuori e vedo un autobus che parte. Chiedo ad un tizio li’ vicino: ma quell’autobus appena partito dove va?

Andava dove dovevo andare io. Ed è partito. Andato. Perso.

A questo punto potevo rassegnarmi e aspettare al calduccio al bar il treno successivo. Oppure incazzarmi. Ho optato per la seconda possibilità.

E fu così che Ilaria ripropose la corsa di Carletto Mazzone sotto la curva bergamasca dopo il 3 a 3.  Brandendo il pugno e urlando cose che farebbero rabbrividire Papa Francesco, mi dirigo verso la biglietteria e mi sfogo. Quanta soddisfazione.

Comunque, 4 ore e mezza per fare 80 km.

 

 

mazzone

Ilaria verso la biglietteria

E ora: punto e a capo.

Sono nata in una calda giornata di luglio di 27 anni fa. Ad aspettarmi c’erano i miei meravigliosi genitori e le mie due nonnine.

“Chiama i ricordi col loro nome , volta la carta e finisce in gloria”

Mio papà è un uomo che parla poco, ma i suoi occhi dicono (sempre) ciò che non riesce ad esprimere a parole. Mi ha insegnato ad allacciarmi le scarpe e ad andare in bici. Mi ha trasmesso la passione per il disegno e il tennis. Mi ha sempre detto che, nella vita, gli obiettivi si devono raggiungere solo con le proprie forze, senza cercare aiutini o scorciatoie. Mio papà è un uomo che non si lamenta mai.

“Tu prova ad avere un mondo nel cuore  e non riesci ad esprimerlo con le parole”

Mia mamma è una donna che ha sempre pensato prima agli altri che a se stessa, è  generosa (forse troppo), umile e dolce. Mi ha insegnato a scrivere il mio nome e mi ha trasmesso il grande amore per gli animali. A tre anni vivevo circondata da cinque cani, caprette, galline e conigli. Mia mamma è una donna che spesso ha gli occhi tristi perché ha tanti rimpianti e qualche rimorso. Mia mamma è la mamma che vorrei essere io un giorno.

“Sai che fra un’ora forse piangerai, poi la tua mano nasconderà un sorriso:  gioia e dolore hanno il confine incerto  nella stagione che illumina il viso”

Ho fatto le elementari e le medie in un piccolo paesino delle Langhe. Ero una bambina timida e molto emotiva. Mi piaceva tantissimo disegnare e già allora pensavo che da grande avrei fatto la dottoressa degli animali.

“Quand’ero piccolo mi innamoravo di tutto correvo dietro ai cani”

Mi sono iscritta al Liceo Classico Internazionale, sono stati cinque anni molto impegnativi dal punto di vista scolastico e anche umano. E’ emersa la mia grande insicurezza (che, pur essendo ancora presente, oggi è maggiormente sotto controllo), mi sentivo meno intelligente dei miei compagni e molto sola. Mi diplomo con una sola certezza: dovevo passare quel test di ammissione perché io dovevo diventare una veterinaria.

“Sono state giornate furibonde , senza atti d’amore,  senza calma di vento,  solo passaggi e passaggi , passaggi di tempo”

Studio tutta l’estate. Arriva settembre. Non vengo ripescata per tre posti. Sono fuori da veterinaria. Mi iscrivo a Scienze Biologiche. Ma vivo quell’anno pensando al settembre successivo, quando avrei ritentato il test e sarebbe stata la mia ultima possibilità.

“Passerà anche questa stazione senza far male”

Arriva settembre. Entro a veterinaria. E sono felice. Inizio il mio percorso universitario con tantissimo entusiasmo; incontro persone fantastiche, con le mie stesse passioni e i miei stessi interessi. Ad ottobre incontro Lui. Tutto era perfetto.

“Quello che non ho è quel che non mi manca”

Poi, a causa di qualche problema di salute, tutto diventa più difficile. Rimango indietro con gli esami, riemerge quella maledetta insicurezza, penso anche di smettere.  Ci metto un po’ di tempo a riprendere in mano la mia vita. Ma arriva il momento del TRENTANOVESIMO e ultimo esame. Arriva il momento – questo momento – in cui posso, finalmente, concentrarmi solo sulla tesi. Arriva il momento – questo momento – in cui devo imparare ad affrontare la mia vita senza di Lui.

“Un sogno, fu un sogno ma non durò poco”

Arriva il momento – questo momento –  in cui mi guardo indietro e osservo ciò che ho fatto da sola e, almeno per una volta, metto da parte quell’insicurezza e mi sento orgogliosa, parecchio orgogliosa.

“E ora non piangere perché  presto la notte finirà con le sue perle stelle e strisce in fondo al cielo  e ora sorridimi perché  presto la notte se ne andrà  con le sue stelle arrugginite  in fondo al mare”

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Ilaria e Salsiccia, bassottina assistente neurologa.

Il buongiorno si vede dal sellino.

 

 

A chi ci vuol bene: pace, amore e prosperità.

A chi ci vuol male: che vi si stacchi il sellino. E se non vi piace andare in bici, che siate colti da un’improvvisa passione per questo mezzo e poi vi si stacchi il sellino. PUAH.

Buongiorno 🙂

E adesso aspetterò domani per avere nostalgia.

 

Io, essenzialmente, sono stanca.

Sono stanca perché sono mesi che mi addormento (quando mi addormento) con il pensiero che non sarà mai più come prima. Perché io, PRIMA, ero felice.

Sono stanca e sono anche arrabbiata con me stessa perché in qualche modo la forza per andare avanti la devo trovare e invece per ogni passo avanti, ne faccio due indietro.

Sono stanca, sono arrabbiata e sono delusa. E non solo da me stessa, questa volta.

E forse, quando inizierò ad essere arrabbiata non solo con me stessa, forse, alzerò la testa e vedrò tutto con occhi diversi.

Forse.

E se non lo trovo, un nuovo amore,  non importa. Preferisco la libertà di rimanere per sempre a cercarlo che l’orrore di sapere che non esiste un altro che io possa amare come ne ho amato solo uno in questa vita. Sai chi? Te stronzo.

G.G. Marquez.

RISPOSTE – CREDI DI AVERMI MESSO A FUOCO?

Momento verità 🙂

1: Le mie scarpe preferite sono le paperine: FALSO.

Io odio le paperine/ballerine perché sono bassina e queste scarpe inchiattiscono e fanno sembrare il piede lungo. E dato che son bassina, col piede “apparentemente” lungo, divento una specie di L rovesciata. Se mi devo mettere le scarpe basse, opto per le scarpe da ginnastica o gli stivaletti. Altrimenti, décolleté tacco 12 e se cammino come un T- Rex, amen.

2: La mia prima parola è stata “formaggino”: VERO.

In realtà dicevo “gigino”, ma la mamma aveva capito.

3: Ho cercato di allevare dei topi neonati con il biberon: VERO.

E’ successo qualche anno fa, erano degli orfanelli trovati in campagna. Non sono sopravvissuti però.

4: mi piace molto andare in bici: FALSO.

Andare in bici proprio non mi va.

5: ho paura dei ragni: VERO.

Ho paura anche dei ragni piccolini, ma non li ammazzo. Chiamo aiuto e li faccio risistemare in giardino.

6: agli appuntamenti arrivo quasi sempre in ritardo: FALSO.

Io sono puntualissima, anzi spesso arrivo in anticipo.

7: ho partecipato ad una gara di chupito: VERO.

Si, all’ultimo anno di liceo. Ne ho bevuti 16. Ho vinto. Così dicono.

8: sono stata ad un appuntamento al buio: VERO.

Nel 2007 ho conosciuto una persona su internet. Abbiamo chiacchierato per qualche settimana, senza mai scambiarci una nostra foto. Poi ci siamo visti di persona. E siamo stati una coppia per quasi sette anni. Fino ad un paio di mesi fa. E ora è tutto difficile. E’ tutto impossibile.

9: sono molto romantica: FALSO.

Devo spiegare. Non sono una persona da “mano nella mano” sempre e comunque. Non mi piacciono i gesti plateali, ci sono situazioni che (secondo me) devono rimanere private. Non sopporto i nomignoli dolci e melensi, tipo topina, patatina, temperina, fatina e roba del genere. Poi, certo, ci sono gesti carini che apprezzo molto. Ma nella quotidianità preferisco una simpatica ed ironica “presa per i fondelli”, rispetto ad un mondo di cuoricini.

Insomma,  il romanticismo “ad minchiam” non fa per me. E lui lo sapeva. Perché lui era come me. Poi mi ha lasciata. E adesso cerco (per ora senza successo) di rimettere insieme i vari pezzi della mia vita.

10: faccio pole dance: FALSO.

Falso per ora perché mi piace tantissimo e inizierò a settembre 😀

La persona che ha dato più “risposte” giuste è stata…suspance…suspance…Do 😀

Buona Domenica 🙂

io e zoe

 

 

PREMIO-ESPERIMENTO “CREDI DI AVERMI MESSO A FUOCO?”

fuoco-premio

 

Ringrazio la dolce Sun per aver pensato anche a me per questo premio/esperimento. Questo è il suo blog Pensieri distesi al sole.

Le regole sono le seguenti:

1. Utilizzare il logo

2. Riportare le regole

3. Scrivere 10 fatti personali e sfidare chi legge ad indovinare se e quando si mente

4. Nominare 10 blogger che si desiderano mettere a fuoco e informarli

5. Pubblicare le risposte nei giorni successivi

Ecco qua:

1: Le mie scarpe preferite sono le paperine

2: La mia prima parola è stata “formaggino”

3: Ho cercato di allevare dei topi neonati con il biberon

4: mi piace molto andare in bici

5: ho paura dei ragni

6: agli appuntamenti arrivo quasi sempre in ritardo

7: ho partecipato ad una gara di chupito

8: sono stata ad un appuntamento al buio

9: sono molto romantica

10: faccio pole dance

Sarà vero? sarà falso? 😀 😀

 

Non nomino nessuno perché ho visto che praticamente siete già stati tutti nominati 😀

 

Preferivo non sapere.

Più o meno un anno fa mi citofona la vicina di casa. Una signora di circa cinquant’anni, proprietaria di un bassottina molto simpatica. Mi dice che secondo lei la sua Briciola è meno vivace del solito e mangia leggermente meno. Le faccio qualche domanda di routine e infine chiedo: “Ha provato a prenderle la temperatura?”.

Mi risponde di no e mi chiede come fare.

Le spiego come fare.

Mi dice:” Ok, allora le misuro la temperatura nel sederino e poi ti dico”.

Si dirige verso casa, poi si ferma. Torna indietro e mi fa:” Ma scusa, usare il termometro così.. poverina…non me la sento…non è meglio mettere un po’ di crema o di olio…COME SONO ABITUATA A FARE IO”

Io:”Faccia come si sente”.

 

cane cuffia

 

 

 

 

Che grande questo tempo, che solitudine, che bella compagnia

 

Anime Salve trae il suo significato dall’origine, dall’etimologia delle due parole “anime” “salve”, vuol dire spiriti solitari. È una specie di elogio della solitudine.

Si sa, non tutti se la possono permettere: non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati. Non se la può permettere il politico: il politico solitario è un politico fottuto di solito. Però, sostanzialmente quando si può rimanere soli con sé stessi, io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l’universo: dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addirittura che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni, e, siccome siamo simili ai nostri simili credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri.

Con questo non voglio fare nessun panegirico né dell’anacoretismo né dell’eremitaggio, non è che si debba fare gli eremiti, o gli anacoreti; è che ho constatato attraverso la mia esperienza di vita, ed è stata una vita, non è che dimostro di avere la mia età attraverso la carta d’identità, credo di averla vissuta, mi sono reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura, invece l’uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura

De André – Elogio della solitudine

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