Mangia-piante: modalità On.

“L’argomento con cui un amico cercò di convincere Gandhi ad abbandonare la tradizione ortodossamente vegetariana della sua famiglia fu dello stesso tipo. Gli disse che gli inglesi erano capaci con pochi uomini di dominare milioni di indiani perché mangiavano carne. Questo li rendeva forti. Il solo modo di combatterli era di diventare carnivori come loro. Una notte allora i due amici vanno in riva al fiume e per la prima volta Gandhi mangia un boccone di carne di capra, tradendo così la fede dei suoi genitori e della sua casta. Ma sta malissimo. Non digerisce e ogni volta che cerca di addormentarsi gli pare di sentire nello stomaco il belare della capra mangiata, come racconta nella sua autobiografia. In tutta la sua vita Gandhi non toccò più un pezzo di carne, neppure nei suoi anni da studente in Inghilterra dove tutti gli dicevano che senza carne non avrebbe potuto resistere al freddo. Io, per cultura, non mi ero mai chiesto se ero vegetariano o meno. A casa mia, da ragazzo, mangiar carne era normale, se potevamo permettercela. Succedeva di solito alla domenica. Quando Angela (sua moglie ndr) e io arrivammo in India nel 1994 eravamo ancora tutti e due carnivori e per un po’ continuammo a esserlo.
Una volta alla settimana un musulmano si presentava alla porta di casa con una impeccabile valigia dalla quale tirava fuori dei pacchi sanguinolenti con filetti e bistecche di manzo. Poi un giorno Dieter, l’amico fotografo tedesco, indicandomi per strada un branco di vacche attorno a un deposito di spazzatura, intente a mangiare sacchetti di plastica, scatole di cartone e giornali, disse: “Ecco quel che mangi con la bella carne del tuo musulmano. E pensa al piombo di tutta quella carta stampata!” Aveva assolutamente ragione. Pur permettendosi di macellare le mucche che gli Indù ritengono sacre, il nostro musulmano non aveva certo uno speciale pascolo di erba fresca dove mandare le sue vittime e quel che ci portava erano pezzi delle malaticce mucche di strada alimentate di rifiuti.

La molla a smettere fu quella. Poi, col passare del tempo, mi sono reso conto che, non considerandoli più come cibo, cominciavo a guardare gli animali diversamente da prima e a sentirli sempre di più come altri esseri viventi, in qualche modo parte della stessa vita che popola e fa il mondo. La sola vista di una bistecca ormai mi ripugna, l’odore di una che cuoce mi dà la nausea e l’idea che uno possa allevare delle bestie solo per assassinarle e mangiarsele mi ferisce.
Il modo perfettamente “razionale” in cui noi uomini alleviamo gli animali per ucciderli, tagliando la coda ai maiali perché quelli dietro non la mordano a quelli davanti, e il becco ai polli perché, impazzendo nella loro impossibilità di muoversi, non attacchino il vicino, è un ottimo esempio della barbarie della ragione.

Ma anche la verdura è vita ! mi sento dire dagli accaniti carnivori, sordi a ogni argomento, come se a cogliere un pomodoro si facesse soffrire la pianta come a strozzare un pollo, o come se si potesse ripiantare una coscia d’agnello nel modo in cui si ripianta il cavolo o l’insalata. Le verdure sono lì per essere mangiate. Gli animali no! Il cibo più naturale per l’uomo è quello prodotto dalla terra e dal sole.
Il miliardario non arrivava. Io guardavo i maialini e chiedevo, tra me e me, a chi li avrebbe mangiati: “Avete mai sentito le grida che vengono da un macello?” Bisognerebbe che ognuno le sentisse, quelle grida, prima di attaccare una bistecchina. In ogni cellula di quella carne c’è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa paura dell’animale che muore. Mia nonna era, come tutti, carnivora, se poteva, ma ricordo che diceva di non mangiare mai la carne appena macellata. Bisognava aspettare. Perché? Forse i vecchi come lei sapevano del male che fa mettersi in pancia l’agonia altrui. Perché quella che chiamiamo eufemisticamente “carne” sono in verità pezzi di cadaveri di animali morti, morti ammazzati. Perché fare del proprio stomaco un cimitero?
Angela continua a mangiare carne, se le capita. Per me è impossibile. Ma non è più una questione di salute, di non ingurgitare il piombo dei giornali ruminati dalle vacche di strada. E’ un problema di morale. Ecco un piccolo, bel modo per fare qualcosa contro la violenza: decidere di non mangiare più altri esseri viventi…”

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra.

Avete mai sentito le grida che vengono da un macello?

Io le ho sentite, io al macello ci sono stata (più di una volta).

Non mangio carne/pesce da circa 8 anni. Faccio molta attenzione, in generale, alla provenienza dei prodotti che finiscono sulla tavola.  Sono sempre stata estremamente convinta della mia scelta perché penso che la golosità non valga la vita di nessun essere vivente.

Andare in giro negli allevamenti e andare nei macelli ha rafforzato la mia convinzione.

I miei genitori mi hanno sempre insegnato ad essere rispettosa delle opinioni degli altri e lo sono anche in questo contesto.

Ma, secondo me, è necessario che tutti siano più consapevoli della realtà dell’allevamento intensivo, del trasporto degli “animali da produzione” (sì, sono definiti così) e della loro macellazione.

E poi, quando si ha la consapevolezza della “non vita” che conducono gli animali nella maggior parte degli allevamenti, allora si sceglie da che parte stare.

Questo per me è un argomento molto serio e delicato, che mi ha causato molta sofferenza perché andare nei macelli mi ha turbata (e non poco), quindi vi chiedo di non fare battute ironiche etc.

Ognuno la pensa come vuole, ripeto che rispetto le idee di tutti, volevo solo condividere un mio pensiero senza nessuna presunzione 🙂

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Un abbraccio, Ilaria

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17 pensieri su “Mangia-piante: modalità On.

  1. A me la carne non piace per niente. Già da bambina ne odiavo il sapore. Poi quando mia mamma mi spiegò che per avere la carne si dovevano uccidere gli animali, basta. Pensavo sempre a qualcuno che uccideva il mio cane per mangiarlo 😦 lo so, ero una bambina mooolto impressionabile. Anche io rispetto chi mangia carne, ma ho vietato ai miei di comprare carne di capretto o agnello per pasqua. Almeno quella!
    Ora che mi ricordo, versi nove anni, andavo con mia nonna nei campi. Mia nonna, adesso ha86 anni, ha sempre fatto la contadina. Un altro shock mi deriva dal fatto che uccideva, spellava e macellava conigli davanti a me. Non so come hai fatto a resistere dentro a un macello!

  2. Sono d’accordo con te, essendo vegano.
    Il cambio di “schieramento” può avvenire ma se viene imposto è difficile che sia anche compreso.
    Bisognerebbe trovare il modo di sensibilizzare e poi, a quel punto, gli altri dovrebbero avere il coraggio di andare contro la “tradizione”.

  3. Ho sempre fatto fatica a mangiare carne (e mi sono sempre rifiutata di mangiare conigli, agnelli, capretti, ecc.). Ultimamente sto iniziando a prendere confidenza con le parole “vegetarianismo” e “vegan”. Sto cercando di approfondire sempre di più questi argomenti. Sto anch’io più attenta a quello che finisce sulla mia tavola (e nel mio stomaco) e devo dire che mi sento meglio (sto mangiando anche un sacco di verdure e ortaggi crudi…che saziano, non ingrassano e sono deliziosi anche come spuntino).
    Ti auguro una serena Pasqua Ilaria! (a base di tante cose buone e sane…naturalmente non di provenienza animale!) 😉

    1. Che bello ricevere commenti come il tuo e come quelli degli altri 😀 sono “abituata” ad un altro genere di osservazioni quando dico di essere vegetariana, tipo i problemi nel mondo sono altri o sono solo animali etc…. invece è sempre bello sapere che c’è chi è sensibile a questo tipo di problematica! 😀
      Auguro una serena Pasqua anche a te!
      p.s. Sono una divoratrice di verdure crude anche io eheh 😀

  4. Ciao, bellissimo questo passo di Terzani, avevo letto il libro molto tempo fa e non lo ricordavo.. condivido ogni parola di quello che hai scritto, ti seguirò 🙂
    Mi riempie il cuore di gioia vedere che sempre più persone scelgono di non nutrirsi di animali.. mi fa sperare in un futuro migliore in cui tutti gli esseri viventi possano vivere felici e a loro agio.
    A presto,
    Lucy

    1. Grazie per aver lasciato il tuo commento! 🙂 Sono molto felice anche io di sapere che c’è chi si pone il problema di cosa c’è nel proprio piatto..speriamo che sempre più persone ne prendano coscienza 🙂
      Ciau,
      Ilaria

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