Qui nel girone invisibili.

Questa non è una delle canzoni più “famose” di Fabrizio De André. E’ stata composta con la collaborazione del figlio Cristiano e di Carlo Facchini.

Tratta il delicato tema della sieropositività nei confronti del virus dell’HIV. E’ stata scartata al Festival di Sanremo, probabilmente perché non trattava temi importanti come sole, cuore, amore. Perché a Sanremo, con rare eccezioni, se non son banali cazzate, non le vogliono.

In questa canzone si parla delle conseguenze, non solo fisiche, della sieropositività: si parla dell’isolamento, della solitudine, del menefreghismo, dell’ignoranza, della difficoltà (e a volte dell’impossibilità) a costruirsi un futuro affettivo. Si parla di quel girone degli invisibili da cui la “gente per bene” sta alla larga, perché tanto non è affar loro. Perché tanto a loro non capiterà mai. Perché se la sono cercata. Perché,ancora oggi, è questo il vergognoso pensiero della finta gente per bene.
Perché voltarsi dall’altra parte è la soluzione più semplice.

C’è un amore nella sabbia
un amore che vorrei
un amore che non cerco
perché poi lo perderei “

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