Faber pensiero.

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“Io non so cosa ci sia dietro a certe manifestazioni di affetto, probabilmente c’è il tentativo di immedesimazione e forse addirittura il desiderio di trovare dei punti fermi; da un punto di vista strettamente comportamentale, non lo so; che non vengano a chiedere a me delle certezze, io Marinella l’ho scritta, ma non l’ho vissuta, sono un raccontatore di storie, non sono né un filosofo, né un politico. Di solito le certezze si chiedono ai filosofi e ai politici, forse più ai filosofi, però non le si chiede sicuramente a un artista. Invece mi pare che i ragazzi cerchino in noi delle certezze e questo è pericoloso, perché noi siamo pieni di dubbi, perché il nostro pensiero è quello di essere pieni di dubbi. Questi ragazzi invece vogliono delle certezze, ti invitano a tenere mezze conferenze nelle università, sinceramente mi domando: ma che gli vado a dire? Vado a dire che sono insicuro quanto loro, forse più di loro, che ho anch’io bisogno di certezze. Ti senti addosso un sacco di responsabilità che, in effetti, non ti dovrebbero competere. Cristo! Io ho scritto Bocca di rosa, non sono Bocca di rosa”.

Faber

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